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Capricci e regali, come difendere i bambini dalla pubblicità in TV

Se il bambino pianta  i capricci perchè vuole che la mamma, i nonni, o la zia gli comprino proprio quel giocattolo visto in TV, una ragione c’è.

E se gli dite di “no” , senza un lavoro prima e dopo spieghi, commenti, racconti, il rischio è che la mamma, i nonni o la zia diventino agli occhi del bambino dei veri e propri nemici cattivi, un fatto inconcepibile per l’immagine che un bambino ha dei propri parenti.

Da cosa nasce il capriccio? Cosa c’entrano gli spot pubblicitari in televisione? Quali messaggi subliminari vengono trasferiti dagli spot che interrompono un cartone animato, alla mente del bambino ? E cosa possono o devono fare i genitori per evitare traumi psicologici o peggio dipendenze inconsapevoli?

Anna Oliverio Ferraris docente di psicologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza d Roma ha scritto un argomentato saggio sulla rivista Mind che può essere utile a fornire alcune risposte.

 

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Come agiscono gli spot sui capricci

 

La legge del 1990 che vietava gli spot pubblicitari in mezzo alle trasmissioni per bambini è ormai quasi dimenticata e nessuno la applica quasi più. Ma aveva un senso, perchè impediva che il forte potere di penetrazione dello spot nelle menti fragili dei bambini interrompesse l’immedesimazione del bambino in ciò che sta vedendo, lasciando tracce anche indelebili sul suo cervello.

Infatti, quando i bambini guardano una pubblicità in tv o in internet ne sono inevitabilmente attratti e sono indotti a pensare che quello rappresentato sia uno spaccato vero della vita quotidiana. Che in sostanza non sia una finzione finalizzata a convincere per un acquisto, ma una realtà.

L’adulto è vaccinato da questo rischio perchè sa che il fine è pubblicitario, ma il bambino, almeno fino ai 12 ani d’età non ha questa consapevolezza. Su dunque il bambino vede reclamizzato un prodotto che fa bene alla salute, un cibo appetitoso e fa felici i bambini che lo mangiano, un giocattolo che porta in casa l’allegria (tutte immagini che gli spot tendono a ricreare per manipolare e convincere all’acquisto), i genitori o i nonni che dicono “no” diventano immediatamente agli occhi dei bambini, persone che negano la felicità,la salute, l’allegria. E dunque diventano nella mente dei bambini veri e propri nemici cattivi.

 

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L’allarme dei pediatri……….(segue)

Bruno Costi
Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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