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Tumori, tutta la verità sulla chemio rifiutata

E’ giusto rifiutare ad un figlio la chemioterapia che potrebbe curare un tumore e salvare la vita, per seguire una pratica a base di vitamine bocciata dalla scienza? Ecco le risposte.

E’ giusto rifiutare ad un figlio la chemioterapia che potrebbe curare un tumore e salvare la vita, per seguire una pratica  a base di vitamine bocciata dalla scienza?

Il dilemma che si è aperto con la morte della diciottenne Eleonora Bottaro, il 31 agosto 2016, seguace insieme ai genitori delle tesi dell’ex medico tedesco Hamer, radiato dall’ordine professionale tedesco, appassiona gli italiani ed apre il dibattito sulla massa di informazioni  senza controllo, amplificate dalla rete, e sulle quali personaggi dubbi di ogni genere raccolgono proseliti approfittando della ignoranza  e della  credulità di chi è annebbiato dal dolore.

Il dilemma  è etico e giuridico: la vita di una minorenne (Eleonora Bottaro era minorenne quando scoprì di avere una forma curabile di leucemia) può essere solo lasciata nelle mani dei genitori  anche se sciagurati? La patria potestà di un genitore sul figlio minorenne, è illimitata o non deve superare il limite delle decisioni che provocano la morte del minore?

La risposta giuridica è senza equivoci:  nessun genitore ha potere di vita o di morte sul figlio dai tempi dell’antica Roma, ed il Tribunale dei minori può approfondire e togliere la patria potestà ad un genitore quando questi attenta alla incolumità ed alla vita del figlio. Ma nel caso di Eleonora il Tribunale è arrivato tardi, perchè il padre aveva portato all’estero la figlia centrando l’obiettivo di impedire che venisse curata, come del resto era la volontà della figlia. Ma la chemioterapia funziona ? E chi lo dice?

 

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Chiarezza sulla chemioterapia

La prima cosa da fare è chiarezza sulla terapia contestata da Hamer e da parecchi altri  soggetti, generalmente screditati che però, al pari delle santoni o guru di qualsiasi altra setta, riescono a convincere fasce di popolazione senza senso critico ed a digiuno di istruzione o informazioni scientificamente rigorose.

Hamer è  un medico, disconosciuto dalla sua stessa categoria , il quale sostiene che il tumore è esclusivamente frutto un trauma psichico e dunque occorre rifiutare le cure tradizionali, in primis la chemioterapia perché inutile. L’unica cosa che serve sono le vitamine e la terapia psicologica.

Niente di più falso, secondo i protocolli medici di tutto il mondo citati dall’Airc. La chemioterapia , insieme alla radioterapia in alcuni casi, è l’unica terapia in grado di  impedire che le cellule tumorali prolifichino portando al decesso il paziente.

I dubbi nascono dal fatto che la chemio ha conseguenze,  per esempio sulle cellule dei bulbi piliferi, degli organi riproduttivi ,e provoca stanchezza, inappetenza perché distruggendo le cellule tumorali distruggono anche le cellule buone.

 

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La comunità scientifica è comunque concorde che il bilancio finale tra effetti positivi ed effetti negativi è di gran lunga a vantaggio  di questi ultimi e dunque la chemioterapia è la terapia principe adottata in tutto il mondo. In alcuni casi, come  il tipo di leucemia di cui era affetta Eleonora, secondo il suo medico, in 4 casi su 5, non solo ci si cura, ma si guarisce.

Esistono circa 100 farmaci chemioterapici  , ognuno con le sue caratteristiche  ed adatto ad una delle molte varietà dei tumori   ed ognuno di questi farmaci ha intensità e specificità adatte ad ogni singola situazione tumorale.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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