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L’infarto di Albano: ecco cosa lo ha salvato

Un’angioplastica coronarica ha salvato al vita al cantante Albano, colpito il 10 dicembre 2016, da un doppio infarto. Ecco cos’è e chi la fa.

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Un’angioplastica coronarica ha salvato al vita al cantante Albano, colpito  il 10 dicembre 2016, da un doppio infarto mentre era sul palcoscenico.

Il cantante ultrasettantenne, molto popolare non solo in Italia ,  ha confermato di aver sentito una forte fitta al petto e di essersi subito allarmato.

La vicinanza con l’Ospedale Santo Spirito a Roma è stata la circostanza fortunata che  l’ha messo in condizione di salvarsi.

E’ stato infatti l’intervento immediato dei medici ad evitare il peggio. In questi casi l’infarto è progressivo e se si interviene repentinamente a ripristinare il normale flusso di sangue al cuore, si può evitare  che parti crescenti del muscolo muoiano, vadano cioè in necrosi   senza poter più ritornare alla condizione precedente. Nei asi di forte ritardo l’infarto può essere mortale come accaduto nel caso  di un altro cantante, Pino Daniele che invece è deceduto.

 

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Ma cosa ha determinato il doppio infarto?

Non è dato sapere se il cantante avesse avuto sintomi pregressi, come per esempio era capitato proprio a Daniele. Non sempre  infatti l’infarto si preannuncia con precisi segnali.

Esistono molti casi di infarto asintomatici, cioè privi di qualsiasi sintomo.

La medicina   considera per prassi consolidata  i seguenti fattori di rischio infarto:

  1.  il primo fattore di rischio  ed il principale è la familiarità, se cioè qualcuno nella famiglia del paziente ha avuto infarti;
  2.  la seconda è lo stile di vita, inteso come insieme di comportamenti che possono esporre il cuore all’infarto.

Fra questi  l’alimentazione che produce colesterolo alto. Il colesterolo alto e i trigliceridi alti  sono la seconda causa più rilevante dell’infarto perchè  appensantiscono la fluidità del sangue caricato di lipidi, cioè grassi saturi, che ostruiscono le arterie coronariche.

Il colesterolo, depositandosi sulle pareti delle arterie determina il formarsi di placche di grasso che le restringe  progressivamente fino ad ostruire completamente il passaggio di sangue al cuore.

E’ in questa circostanza che si determina l’infarto, cioè l’interruzione del flusso sanguigno al muscolo cardiaco.

La terza causa dell’infarto è il fumo in quanto  irrigidisce le pareti delle arterie arrivando alla stessa conseguenza di limitare il  flusso di sangue.

 

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L’infarto di Albano

Nel caso di Albano, le ostruzioni alle arterie erano due non una sola: segno che il cantante aveva un doppio ostacolo al flusso di sangue.

La causa è sicuramente da  ricondurre alla vita molto attiva del cantante, ai numerosi impegni, allo stess dei viaggi, dei concerti, dei quali  un artista difficilmente riesce a privarsi,dopo molti anni di abitudine in tal senso.

 

L’angioplastica

L’intervento  consiste nella disostruzione delle arterie ostruite mediante l’inserimento di una minuscola gabbia di materiale speciale che va a posizionarsi sulle pareti delle arterie, costruendo una sorta di mini impalcatura che le tiene allargate. Fatto ciò il flusso di sangue riprendere a fluire e la vita è salva. La mini-impalcatura si chiama stenth,  viene inserito mediante una sonda, a vote  nei primi mesi rilascia un farmaco anti-coagulante e  non deve essere estratto perchè  si integra nell’organismo.

 

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angioplastica
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La vita post operatoria

L’intervento è abbastanza  frequente ed ormai routinario, viene effettuato in tutta Italia nei reparti di Emodinamica e cardiologia interventistica, con una probabilità di morte  inferiore al 2% e di successo a 10 anni dall’intervento del 50%.

Molto importanti sono la fase post operatoria e gli stili di vita da seguire dopo l’intervento.

Occorre  rendere il sangue molto fluido per evitare che si riformino placche  aterosclerotiche  nell’immediatezza dell’intervento. A questo fine sono previsti :

  1. una dieta ferrea  che tenga basso il livello  del colesterolo cattivo nel sangue il quale non deve mai superare i 75-90 mg nel sangue;

 

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2. una cura farmacologica a base di anticoagulanti forti per  i primi 3-6 mesi dall’intervento e  un mini          dosaggio di acido acetilsalicilico come farmaco perenne una volta al giorno.

Contemporaneamente  il paziente deve seguire un drastico cambio di dieta alimentare che elimini le cause dell’accumulo di colesterolo cattivo nel sangue.  E l’assunzione di farmaci detti statine, che aiutano a tenere basso il colesterolo.

 

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Bruno Costi
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