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Orgasmo femminile, arriva il test che dà i voti al maschio

Arriva l’orgasmometro, lo strumento test che misura il piacere sessuale delle donne. Come funziona, cosa misura e qualche idea nuova e curiosa per raggiungerlo.

orgasmo femminile

Come se non bastassero le già numerose prove che generano nel maschio ansia da prestazione, arriva ora anche l’orgasmometro, lo strumento che consente alle donne di scoprire se provano orgasmo e, in caso affermativo, di che intensità o “grado della scala Mercalli” appartiene.

Sembra uno scherzo, una battuta da cabaret che prende spunto dal film di Woody Allen che lo fantasticava ne “ Il dormiglione” ed invece è realtà.

A metterlo a punto sono stati gli andrologi della Società Italiana di Andrologia e Medicina della sessualità che lo hanno presentato nel corso del loro ultimo congresso.

Di che si tratta?

 

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Cos’è l’orgasmometro

 

E’ un test messo a punto dai medici che serve a individuare il grado di piacere che prova la donna durante il rapporto sessuale. I medici lo hanno elaborato per avere, per quanto possibile, un dato oggettivo che consenta di stabilire livelli standard al confronto dei quali uscire dall’arbitrio dell’impressione personale. Molte donne infatti sostengono di non provare orgasmo mai, ma in realtà potrebbero provarlo ma non riconoscerlo come tale.

Spiega Emanuele Jannini presidente e coordinatore del gruppo di ricerca che ha realizzato l’orgasmometro:

“L’orgasmometro femminile è molto semplice: si tratta di una scala da uno a dieci che va da nessun tipo di piacere al massimo stato di godimento immaginabile – aggiunge – Sulla falsariga del test per la valutazione del dolore, consente alla donna di fermarsi a riflettere sul suo orgasmo e di indicarne l’intensità su una scala graduata: abbiamo convalidato lo strumento su oltre 500 donne con e senza disturbi sessuali e verificato che un punteggio inferiore a cinque si correla con un minor godimento e con una maggior probabilità di disagi sessuali. L’indicazione sulla scala è naturalmente una valutazione soggettiva da parte della donna, ma i nostri dati mostrano che c’è un legame evidente con eventuali problemi di natura sessuale”.

Jannini non lo spiega ma c’è da chiedersi come effettuare la misurazione. Farla a posteriori a fine rapporto potrebbe essere meno efficace perchè elaborerebbe il ricordo dell’orgasmo avvenuto che potrebbe essere diverso da quello istantaneo effettivo. Ma una misurazione puntuale potrebbe avere altre controindicazioni per così’ dire relazionali. Ve l’immaginate lei che nel momento tipico risponde ad un questionario?

Fatto sta che i maschi avranno ora anche la pagella del sesso. Se l’orgasmometro segnalerà un voto inferiore a 5, il maschio potrà considerarsi rimandato ma potrà ripresentarsi alla prova d’appello. Se vicino a zero sarà bocciato ed invitato ad astenersi.

Nuove ansie dunque si scaricano sugli uomini anche se l’anorgasmia non sempre è colpa del maschio che non sa produrre il piacere alla donna ma della donna stessa che per motivi o fisiologici o psicologici non riesce , anche volendolo, a toccare le vette del piacere.

 

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I segnali che svelano la qualità dell’orgasmo
Ma non è solo una questione di intensità, è anche una questione di qualità dell’orgasmo e dei suoi indizi.

Per esempio, hanno scoperto i medici, “ il grado di lubrificazione, è correlato con il risultato all’orgasmometro: maggiore è la sensazione di sentirsi “bagnate”, migliore è la percezione dell’orgasmo.

I ricercatori hanno studiato l’orgasmometro anche in relazione alla tipologia di orgasmo, vaginale o clitorideo, su oltre 400 donne senza problemi sessuali. Ed hanno stilato una classifica per capire qual è l’orgasmo migliore.

Orgasmo vaginale – “Abbiamo verificato che il piacere è più intenso in coloro che provano l’orgasmo con la penetrazione vaginale rispetto alle donne che lo provano soltanto con la stimolazione clitoridea o con entrambe le modalità – spiega Jannini .

Masturbazione – Inoltre, abbiamo anche osservato che minore è la tendenza a masturbarsi, per esempio meno di una volta a settimana, maggiore è la percezione del piacere nelle donne che provano l’orgasmo vaginale.

La ragione? Si può spiegare con una minor conoscenza del proprio corpo e del proprio piacere da parte di queste donne rispetto a coloro che provano anche orgasmi clitoridei.

Ovvero , si può supporre in altri termini che le donne con orgasmi vaginali tendano a sovrastimare il loro godimento.

Infine – conclude Jannini “I nostri dati indicano che la capacità di ottenere l’orgasmo sia attraverso la penetrazione vaginale che mediante la stimolazione clitoridea garantisce un orgasmo sensibilmente più intenso, ma soprattutto sottolineano che per le donne è utile fermarsi a riflettere sul proprio piacere con uno strumento di valutazione che le aiuti a capire meglio se stesse.

 

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Ultime notizie su come arrivare all’orgasmo

 

Il capitolo dei rimedi è quello forse più indagato. E più controverso. Ognuno può aver individuato la sua ricetta ed averla provata con maggiori o minori risultati. Qui ora vi indichiamo , alcune ultime novità al riguardo che sicuramente andranno ad arricchire la lunga lista di chi ha avuto bisogno di cercare rimedi ad hoc.

Intanto diciamo che le cifre che misurano il fenomeno dell’anorgasmia, cioè delle donne che non provano l’orgasmo sono imponenti: parliamo di 8 milioni di donne.

Tra i consigli recenti pare che funzionino i seguenti:

Dirty talking: lo chiamano in inglese per non dire “ parolacce a letto”: pare che un linguaggio sconcio, legato alle fantasie sessuali, in molti casi aiuti a raggiungere prima le vette del piacere;

Coregasm: è un esercizio che stimola alcune parti del corpo che aiutano a raggiungere il piacere;

I calzini: è il più curioso: le donne che fanno sesso indossando i calzini provano più piacere delle altre perchè scaldare i piedi aiuta la dilatazione dei vasi sanguigni ed è un bel modo di rilassarsi.

Non sappiamo se i signori uomini saranno d’accordo perchè certo una donna nuda con i calzini potrebbe non avere quel sex appeal che scatena il desiderio della belva”.

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Tag:
Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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