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5 cibi che possono fare molto male

Certi alimenti sono tanto tossici quanto insospettabili… Eccone 5 fra quelli che più frequentemente possono arrivare sulla nostra tavola.

Quando pensiamo alla tavola e al mangiare bene, immaginiamo di tutto tranne che di poter trovare nel menu cibi velenosi, molto velenosi.

E invece è proprio così: ci sono alcuni alimenti che ci ostiniamo a mangiare, nonostante siano vietati nella gran parte dei ristoranti perché derivati da animali velenosi o perché vanno preparati esattamente secondo certe regole, altrimenti possono provocare la morte. Quali sono questi alimenti? Noi ne abbiamo individuati cinque…

1) Il pesce palla (Fugu)


Questo pesce è il secondo vertebrato più velenoso del mondo (dietro una particolare rana, ma davanti a serpenti e rettili vari).

In Giappone ne vanno matti e in effetti la sua carne è perfettamente commestibile: il veleno è infatti solo negli occhi, nella pelle e nelle viscere. Ma questo significa anche che affidato alle mani di un cuoco esperto (per imparare a tagliarlo serve un corso di 2-3 anni seguito da un esame apposito in una scuola giapponese), questo pesce non dà nessun problema; in caso contrario, può causare paralisi e coma in pochi minuti.

Non tutte le persone che ne magiano muoiono, ma nel caso in cui non venissero adottate tutte le precauzioni nel pulirlo, il 60% di coloro che ne restano avvelenate, muore a causa delle tossine (che contaminano anche i contorni o le altre pietanze nello stesso piatto). E guarda il caso, è l’unico alimento vietato all’imperatore del Giappone…

2) L’assenzio


La bevanda all’assenzio, popolarissima nell’800, era allucinogena per la sostanza tossica con cui era fatta: l’Artemisia Absinthium. In realtà, questa pianta, usata in dosi corrette, è considerata medicinale e utile – tra l’altro – a stimolare la circolazione. Ma quando il mix con l’alcol o le quantità erano sbagliate, i risultati erano molto seri, anche mortali.

Al punto che fu vietata negli anni subito precedenti alla Prima guerra mondiale. Oggi, l’assenzio non è più vietato se si vuole rendere certi drink più gradevoli. Basta solo non esagerare.

3) Le mandorle amare


Sono più larghe e più corte delle mandorle dolci che tutti conosciamo. E contengono piccole tracce di cianuro, ma non trascurabili, se è vero che negli Stati Uniti è vietata la vendita di mandorle selvatiche.

Quelle in commercio, infatti, subiscono un trattamento al calore che elimina i germi e rende il veleno sostanzialmente innocuo. Le mandorle non sono comunque le sole ad avere tracce di cianuro: come loro, i noccioli di albicocca e ciliegie, i semi della mela.

4) La noce moscata


Anche in questo caso va fatta una distinzione tra la noce moscata che si trova in commercio e quella selvatica: la prima è completamente innocua, la seconda può invece provocare allucinazioni e, nei casi più estremi, addirittura la morte.

E comunque, la dose necessaria per avere problemi di salute è enormemente superiore a quella che usereste in cucina: con 10 grammi di noce moscata (selvatica) riuscireste soltanto a provare un senso di vertigini e giramento di testa.

5) La patata


Chiariamolo subito: non è del tubero principe della cucina che vogliamo parlare, ma della pianta che vive sopra la superficie. Foglie, frutti e gambo sono velenosi, la radice – che poi è ciò che mangiamo – non lo è.

La sostanza tossica per l’uomo si chiama glicoalcaloide, ma ne serve comunque una dose massiccia per provocare seri problemi di salute.

E in ogni caso: a chi può mai saltare in mente di mangiare una foglia o un gambo di pianta della patata?

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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