• Sii sano

2.559 visite

6. Adolescenza: il cervello dell’adolescente

Come comprendere perché gli adolescenti sono fatti così e anche come possiamo fare per ridurre al minimo i “danni” del passaggio dell’età

Adolescenza: il cervello dell’adolescente

Nel primo decennio degli anni 2000 le neuroscienze hanno portato un contributo di conoscenza dell’adolescenzache equivale ad una vera e propria rivoluzione concettuale.

Nel 1991 il Prof. Jay Giedd iniziò il primo studio a lungo termine del cervello degli adolescenti usando la tecnica radiologica nota come Risonanza Magnetica Nucleare funzionale che permette di visualizzare il funzionamento del cervello e non solo la sua costituzione anatomica. La sfida che animava il ricercatore era quella di contestare il pensiero psicologico corrente secondo il quale prima dei 12 anni lo sviluppo dell’organo fosse completo.
E gli studi da lui iniziati e proseguiti con dimostrazioni sempre più precise e circostanziate ci permettono, nel 2015, di fare una serie di osservazioni che appaiono di eccezionale portata per comprendere il perché gli adolescenti sono fatti così e anche come possiamo fare per ridurre al minimo i “danni” del passaggio dell’età.

  1. E’ vero che all’inizio dell’adolescenza il cervello ha raggiunto quasi interamente il proprio volume, ma da quel momento inizia un periodo di incredibile cambiamento strutturale, cioè del proprio funzionamento, portando ad una rivoluzione rispetto all’infanzia. Questo cambiamento si protrae sino ai vent’anni circa.
  2. La parte del cervello che matura più tardi è quella che occupa la zona frontale e più esattamente la corteccia prefrontale, quella chiamata sede delle funzioni esecutive come la capacità di pianificare, di organizzare, di giudicare, di controllare gli impulsi, di ragionare e di criticare. Quella che ci impedisce di buttarci da un ponte solo perché siamo arrabbiati con qualcuno, da adulti sani e ragionevoli.
  3. Questo sorprendente ritardo di creazione anatomica è la spiegazione più attendibile dei comportamenti in apparenza insensati di molti teen agers troppo impulsivi o ritenuti coraggiosi nel senso di assumersi rischi molto mal calcolati. Gli studi realizzati con la RMNf infatti dimostrano come alcuni stimoli che negli adulti sollecitano una reazione nella corteccia prefrontale non la determinano nei giovani i quali rispondono soprattutto con la parte più anziana del cervello, quella che agisce le risposte incontrollate, ma salvavita come la paura la fuga o l’aggressività.
  4. I neuroni, le cellule del cervello in adolescenza vanno incontro ad una sostituzione che lascia vivi quelli più importanti, che creeranno nuovi contatti sempre più rapidi e forti e lascia morire quelli giudicati non più necessari. Tutto quello che quindi accade di nuovo nella vita e nell’esperienza del giovane diventa la base definitiva su cui si costruiranno i contenuti del giovane e poi dell’adulto. Ciò riguarda naturalmente anche le “cattive abitudini” sia nella psicologia che nel comportamento che se non vengono corrette in adolescenza potranno restare stabili e perenni.
  5. Il compito educativo più importante risiede quindi nel riconoscimento precoce delle caratteristiche che un giovane alla soglia dell’adolescenza presenta previlegiando tutto quanto (esperienze, aiuto, sostegno, sollecitazione ed esercizio) può risultare utile all’affermazione della propria personalità ed intervenendo nella proposta di modelli di cambiamento su quanto appare meno redditizio.
  6. E’ quindi chiaro che l’adolescenza è il periodo di maggiore rinnovamento della vita del cervello e che il suo profondo senso evolutivo permette di spiegare ma anche di aiutare il giovane nelle sue difficoltà.

giorgio bressa

prof. Giorgio Maria Bressa Bressa
(Psichiatra, Docente di Psicobiologia del Comportamento Istituto Universitario IPU Viterbo)

 

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

http://steroid-pharm.com

best-cooler.reviews/

Нашел в интернете нужный сайт , он рассказывает про caudalie купить https://pureshop.com.ua
}