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Altri farmaci

I farmaci da usare quando la malaria è stata contratta

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L’alofantrina è raccomandata dagli autori francesi per l’autotrattamento della malaria infatti dimostra buona efficacia del P.falciparum con eccezione dei ceppi resistenti alla meflochina; ha una breve emivita plasmatica. E’ cardiotossica occorre molto cautela nel suo uso.
L’Azitromicina è un macrolide dimostratosi in grado di prevenire la malaria in alcuni stadi preliminari.
Alcuni farmaci derivanti dall’artemisina (srtemetere, artesunato, arte etere)  vengono adoperati nel trattamento degli attacchi acuti di malaria in Africa orientale e Centrale; risultano efficaci contro le quattro specie di Plasmodio; un limite di questi farmaci è l’altissima percentuale di recidive dopo il trattamento.

L’auto-trattamento della malaria comporta che il viaggiatore abbia ricevuto precise informazione sulle modalità di utilizzo dei farmaci solo se la febbre compare almeno dopo sette giorni dopo l’arrivo in aree endemiche e non è possibile effettuare una visita medica entro 12 ore.

Esso è controverso per i seguenti motivi; trasferisce la responsabilità della diagnosi e della terapia dal medico al paziente, una errata convinzione che la febbre dovuta alla malaria può portare ad un ritardo nella gestione di una altra malattia e il rischio di effetti collaterali può essere considerato inaccettabile.

Tuttavia un trattamento precoce è ancora il sistema migliore per prevenire la progressione verso una malaria perniciosa. Bisogna essere consapevoli, che se si ha avuto o si è sospettato di avere avuto la malaria mentre ci si trovava in una area endemica e si è stati trattati o si sono usati farmaci quale trattamento di riserva, si dovrà consultare l’infettivologo al ritorno dal viaggio.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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