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L’Alzheimer e i familiari del malato

Secondo l’ultimo rapporto europeo sulla demenza, la malattia di Alzheimer colpisce oggi in Italia circa 900 mila malati. Se pensiamo che gli anziani in Italia aumentano in maniera costante, è chiaro che il numero complessivo dei casi potenziali di Alzheimer è destinato inesorabilmente ad aumentare. Oggi, il ritmo di crescita è di 80 mila nuovi casi all’anno; le stime dicono che nel 2020 i nuovi casi saranno 113 mila l’anno.

La malattia di Alzheimer non colpisce solo il paziente. Il suo impatto è terribile su tutto il nucleo familiare: si calcola dunque che ai 900 mila che soffrono direttamente ne vadano sommati almeno altrettanti (figli, coniugi, nipoti…) vittime indirette del problema.

La malattia di Alzheimer costa moltissimo. Anzitutto perché assistere questa tipologia di malati comporta costi sociali molto significativi, causati dalle spese sostenute per la cura e l’assistenza del malato sia da quest’ultimo che dalla sua famiglia, ma anche da quelle che ricadono sul Servizio sanitario nazionale e che si ripercuotono quindi (seppur indirettamente) sulla la collettività. Questi costi possono essere classificati in tre gruppi:

  1. costi diretti: indicano le spese direttamente monetizzabili sostenute per l’acquisto di beni e servizi per la cura, l’assistenza e la sorveglianza del malato di Alzheimer (ad esempio per la procedura diagnostica, la terapia farmacologica nel caso di farmaci non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, le visite ambulatoriali, ecc.);
  2. costi indiretti: sono quei costi che non prevedono una spesa vera e propria, ma che si valutano ricorrendo al concetto di costo opportunità, cioè considerando l’uso alternativo che la persona avrebbe potuto fare del tempo e applicando a questo un valore economico. I costi indiretti sono quindi la conseguenza di una perdita di risorse (ad esempio, l’assistenza domiciliare prestata dal familiare viene valorizzata economicamente come i mancati redditi da lavoro riferiti sia alla persona malata che ai suoi familiari);
  3. costi intangibili: quei costi che si esprimono in termini di sofferenza fisica e psicologica del malato e della sua famiglia, e che sebbene non monetizzabili hanno un’elevata rilevanza sociale e umana.

Una stima di questi costi è data dall’indagine congiunta tra l’Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima) e il Censis dal titolo (“I costi economici della malattia di Alzheimer: cosa è cambiato?”). Secondo questo lavoro, il Costo Medio Annuo per Paziente complessivo è risultato pari a poco più di 60 mila euro.

Redazione Staibene

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