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Aneurisma

È la dilatazione più o meno voluminosa che può formarsi in uno o più punti di un’arteria; è lo sfiancamento e indebolimento più o meno circoscritto di quel segmento della parete arteriosa dovuto a fattori congeniti, a traumatismi, ad aterosclerosi, ad infezioni locali (ad es., sifilide, tifo, tripanosomiasi, malattie da funghi). Gli aneurismi veri interessano tutte e tre le tuniche dell’ARTERIA, mentre in quelli dissecanti la parete arteriosa è infiltrata longitudinalmente da una colonna di sangue. Un’altra varietà è l’aneurisma artero-venoso, che forma una comunicazione abnorme tra arteria e vena. L’aneurisma è una lesione pericolosa in quanto, pur potendo sussistere per anni senza dar segno di sé, la «sacca» può nel tempo divenire sede di trombi, e, aumentando progressivamente di volume, rompersi e provocare emorragie talora mortali; oppure può erodere lentamente la struttura ossea con la quale può trovarsi in contatto (costole, vertebre). La sintomatologia varia ovviamente in funzione delle dimensioni e della sede dell’aneurisma: l’aneurisma dissecante dell’aorta, ad es., si accompagna inizialmente a dolori toracici che simulano l’angina pectoris o l’infarto del miocardio; il dolore può persistere più o meno intenso e continuo; altri aneurismi nell’interno del torace sono caratterizzati da tosse, raucedine, disturbi della deglutizione e dolore locale. L’aneurisma cardiaco può verificarsi come conseguenza dell’infarto del miocardio; è tuttavia di solito ben tollerato in quanto di rado va incontro a rottura, pur interferendo con l’attività cardiaca. L’aneurisma cerebrale, per lo più di natura congenita, ma anche traumatica o post-infettiva, può rimanere silente per lungo tempo; poi pian piano può comprimere formazioni nervose vicine (in genere nervi cranici) provocando paralisi delle palpebre, della lingua o di altre strutture, nonché intensa cefalea e anche perdita di coscienza. Talora si rompe improvvisamente, provocando emorragia: 1/3 delle morti improvvise che si verificano nei giovani sono dovute a questa causa. Non meno importanti sono gli aneurismi di arterie dell’arto inferiore, in particolare della poplitea che decorre dietro il ginocchio e lungo la gamba: sono tipicamente caratterizzati da una tumefazione pulsante nel «cavo popliteo» (parte posteriore del ginocchio). Ma nessuna arteria del corpo è indenne dalla potenziale formazione di aneurismi: il pericolo resta sempre quello della formazione di trombi e della rottura, con conseguente emorragia. La diagnosi degli aneurismi si basa essenzialmente sulla palpazione, sull’esame radiologico (arteriografia con mezzo di contrasto), sulla TAC e l’ecografia. Ma talvolta queste lesioni, se piccole e silenti, costituiscono un reperto occasionale nel corso di un esame fatto per altri scopi. In caso di complicazioni acute è necessario intervenire chirurgicamente d’urgenza; altrimenti la decisione viene presa caso per caso. Sono oggi disponibili vari metodi di intervento chirurgico, come la sutura degli orifizi dell’aneurisma (aneurismorrafia), la doppia legatura, l’escissione dell’aneurisma (exeresi) seguita da plastica locale con trapianto di tessuto venoso o protesi artificiali in dacrion o nylon.

Redazione Staibene

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