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Anorgasmia femminile e maschile

L’anogarmia ha origine psicologica, ma può essere provocata anche da sostanze psicotrope

Anorgasmia femminile e maschile

È il termine medico per definire l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo. Nella maggior parte dei casi ha origine psicologica, ma può essere provocata anche da sostanze psicotrope (droghe o farmaci) o disturbi fisici, soprattutto a carico dell’apparato genitale.

Chi colpisce

L’anorgasmia può colpire sia gli uomini che le donne. Importante: non bisogna confonderla con l’impotenza, perché anorgasmia non significa assenza completa di piacere, ma si riferisce soltanto all’orgasmo.

I vari tipi

L’anorgasmi può essere di diversi tipi:

a) primaria, se il disturbo è sempre stato presente, fin dall’inizio della vita sessuale del paziente;

b) secondaria, se invece sopravviene in un secondo tempo, dopo un periodo di attività sessuale normale.

c) generalizzata, se è presente sempre;

d) situazionale, se si verifica soltanto in determinate occasioni e non in altre.

Nei soggetti di sesso maschile questa disfunzione è talvolta associata ad eiaculazione ritardata: il fatto che un soggetto anorgasmico possa avere un’eiaculazione smentisce la credenza popolare secondo cui l’eiaculazione coincide necessariamente con orgasmo.

Le cause

Molto raramente l’anorgasmia può avere una causa organica, come traumi del midollo spinale o uso di farmaci. Di gran lunga più frequenti sono le cause psicologiche, come un autocontrollo troppo forte, un’eccessiva attenzione al piacere del partner, forme di spectatoring e di autoosservazione, ansie da prestazione ecc.

Una delle motivazioni di ordine psicologico per cui un soggetto può esserne colpito è l’essere stato vittima di violenza sessuale, soprattutto nella prima infanzia: questo tipo di violenza è spesso oggetto di rimozione, ovvero non viene più ricordato a livello cosciente. Se la causa è attestabile ad un episodio di questo genere, è possibile ottenere una remissione dei sintomi tramite un approccio psicoterapico.

Una causa particolare di disfunzione nel raggiungimento dell’orgasmo, definita PSSD (disfunzione sessuale post-ssri) è stata individuata nell’uso di SSRI, ovvero antidepressivi che agiscono sul reuptake della serotonina. Questa disfunzione, che inibisce o rende difficile l’orgasmo, inizia già durante il trattamento, e perdura per un periodo variabile (generalmente regredisce in tempi brevi) dopo la sospensione dello stesso.

Anorgasmia femminile e frigidità

Il termine popolare riferito all’anorgasmia femminile è frigidità: questo termine porta però con sé connotazioni negative che invece il termine anorgasmia non contempla; inoltre il termine frigidità indica, in modo più generico, la difficoltà di abbandonarsi al piacere sessuale, mentre l’anorgasmia si riferisce esclusivamente all’impossibilità di raggiungere l’orgasmo.

La frigidità vera e propria può insorgere nel tempo, come conseguenza di una prolungata anorgasmia; nell’uomo, simmetricamente, può manifestarsi una impotenza secondaria, o reattiva.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene
  • sessuologo clinico Rispondi
    3 anni fa

    Tante donne, purtroppo,non riescono ad avere un orgasmo neppure da sole: sono completamente
    anorgasmiche da sempre!
    In tali casi chi sceglie una terapia sessuologica comportamentale ha, in generale,se non ci sono seri problemi associati (cmq da valutare) i migliori successi terapeutici.Solitamente er sempre. La stimolazione clitoridea è la modalità più utilizzata e anche più efficace, in linea generale. Infatti lemaggiori innervazioni che procurano piacere con stimolazione prolungata si trovano proprio a livello clitorideo. Ogni donna che ben conosce la sua anatomia sa come stimolarsi per raggiungere piacere e sa anche come il proprio partner potrà aiutarla.
    Raggiungere poi l’orgasmo con il partner (anche occasionale) in qualsivoglia modalità (anche con la penetrazione) richiede di norma – se dasole diventa difficile – un percorso psicoeducazionale (a volte terapeutico) di coppia (in tante situazioni particolari, anche individuale) sempre comunque mirato, cioè confezionato “su misura”, personalizzato , alla persona anorgasmica, ovviamente sempre dopo attenta valutazione sessuologica per capire i motivi per cui non si riesce a raggiungere l’orgasmo assieme al proprio partner. I motivi infatti (diversi da donna a donna) vanno ricavati dalla storia personale,
    psicologica e dalle esperienze sessuali riferite. Si tratta di capire che cosa realmente blocca il raggiungimento del massimo piacere. In definitiva se malauguratamente non si riesce da sole allora, giocoforza, conviene rivolgersi ad un serio professionista: solitamente sessuologo clinico preferibilmente con specializzazione anche psicoterapia. In alternativa al sessuologo tante donne hanno trovato utile anche il “percorso di auto aiuto guidato” presentato concretamente nel Manuale pratico del benessere delle edizioni ipertesto, patrocinato dall’UNESCO

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