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Apnee notturne: le apnee ostruttive nel sonno

La Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS) presenta i disturbi respiratori solo durante il sonno

Apnea notturna e disturbi del respiro del sonno

Durante il sonno si respira in maniera diversa che da svegli: i muscoli respiratori lavorano di meno e cambia il ritmo del respiro. Questo accade nei soggetti sani. Nelle persone malate di BPCO, invece, la situazione è diversa e la qualità del respiro peggiora durante la notte: il sangue viene meno ossigenato e si registra un aumento di anidride carbonica nel sangue. Negli asmatici si accentuano i sintomi come tosse, sibili, o difficoltà di respiro.

Le apnee ostruttive nel sonno

Se malattie molto diffuse come la BPCO o l’asma bronchiale peggiorano durante il sonno, c’è una malattia, la Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS) che presenta i disturbi respiratori solo durante il sonno. Tale patologia è caratterizzata da ripetuti episodi di apnee durante il sonno, associati alla riduzione della ossigenazione del sangue, russamento intenso e disturbi del sonno con conseguente sonnolenza diurna. L’OSAS è associata spesso, ma non sempre all’obesità, e la deposizione di grasso nel collo è un fattore di rischio particolarmente rilevante per il restringimento e la chiusura delle alte vie respiratorie nel sonno.

Le conseguenze

La cattiva qualità del sonno e la mancanza di riposo ha pesanti conseguenze sulla vita diurna, caratterizzata da una persistente sonnolenza: manca la concentrazione e la prontezza di riflessi e aumenta il rischio di venire coinvolti in incidenti stradali, sul lavoro, domestici.

In Italia si calcola che 1.615.154 persone siano affette da OSAS di cui 900.065 maschi e 715.089 femmine. Di questi, solo il 2-3% sono diagnosticati e posti in trattamento; i costi diretti ed indiretti per il mancato trattamento di tutti gli altri pazienti si è stimato essere di circa 1,5 miliardi di euro.

Come si scopre il problema

Per la diagnosi di OSAS è indispensabile una valutazione strumentale durante il sonno. L’esame più affidabile è la polisonnografia, ma si ricorre sempre più di frequente ad esami più semplici, ma sufficientemente validi per porre una diagnosi corretta di OSAS, riservando la polisonnografia ai quadri clinici meno conclamati.

Redazione Staibene

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