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La moda della cucina araba: pregi e difetti di couscous e kebab

Il couscous è la pasta asciutta degli arabi e il kebab il loro arrosto: trucchi, segreti proprietà e controindicazioni della cucina araba sempre più presente in Italia.

Con 4 milioni di immigrati ufficiali e sembra almeno un altro paio clandestini, l’Italia può dirsi ormai Paese multirazziale non solo nella presenza ma anche nell’alimentazione.

La contaminazione dei gusti e dei generi arriva a tavola  forse prima che in ogni altra situazione e la cucina etnica, già da lunghi anni d’avanguardia all’estero, diventa anche in Italia pian piano un’alternativa alla tradizionale cucina mediterranea.

 

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Poichè la componente più numerosa di immigrati è di provenienza araba è la cucina araba che si va diffondendo anche in Italia. E l’essenza della cucina araba si chiama couscous e  kebab.

Anche se la gran parte di voi li conoscerà già molto da vicino, vale la pena di ricapitolare le caratteristiche fondamentali di questi piatti-simbolo.

 

Il couscous, la pasta asciutta degli arabi

Il couscous è una semola di grano duro frantumata, setacciata e cotta al vapore, condita con legumi, carne di manzo o montone oppure verdure, e profumata con pepe, zafferano e zenzero.

Il sapore è dolciastro, specie quando spicca l’uvetta (nella versione tunisina), più piccante nella versione tunisina, alle verdure in quella algerina.

 

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Dal punto di vista nutrizionale, il couscous corrisponde alla nostra pasta: tanti carboidrati (350 calorie in 100 g). Pesce, carne, verdura ne fanno un piatto unico perfetto.

 

Il kebab,  la carne degli arabi

E poi c’è il kebab (“arrosto” in arabo), il modo tradizionale di cucinare la carne di agnello, manzo, tacchino o pollo. In Italia, però, è più noto il “doner kebab”, l’arrosto rotante, di origini turche, perlopiù di carne di agnello.

Si tratta di uno spiedo su cui sono infilzate fettine di carne fino a formare un cilindro che viene fatto ruotare in verticale su una brace.

Come sapore, prevalgono quello della carne e delle spezie; importante anche il contrasto tra la crosta croccante e l’interno morbido.

Sotto l’aspetto alimentare e nutrizionale, il kebab cotto secondo il metodo tradizionale ha il vantaggio che il grasso cola verso il basso: di conseguenza, la parte in alto è più magra e preferibile rispetto a quella che si trova verso il basso del cilindro.

E’ comunque un  piatto molto consistente, una vera e propria bomba calorica, di grassi e sale, che di tanto in tanto può andare, ma poco adatto a chi sceglie un corretto stile alimentare.

 

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Redazione Staibene

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