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Arteterapia

L’arte in genere, che sia dipingere un quadro, dedicarsi alla scrittura di prosa o poesia o cimentarsi nei ruoli teatrali, può aiutare a liberare la mente dalle tensioni e a vivere con più serenità

Arteterapia

La scoperta che dare voce alla creatività aiutasse a stare meglio risale agli Anni ’40 quando un certo Adrian Hill, artista inglese convalescente in un sanatorio durante la Seconda guerra mondiale, dipingeva per vincere la noia e la depressione. Altri pazienti cominciarono a imitarlo e tutti ottennero benefici per il corpo e lo spirito.

Ma ancor prima, Sigmund Freud aveva intuito che i lavori artistici eseguiti dai pazienti danno informazioni utili a conoscere meglio i meccanismi dell’inconscio e Carl Gustav Jung incoraggiava la produzioni di immagini e simboli a scopo terapeutico.
In conclusione, l’arte in genere, che sia dipingere un quadro, dedicarsi alla scrittura di prosa o poesia o cimentarsi nei ruoli teatrali, può aiutare a liberare la mente dalle tensioni e a vivere con più serenità.

 

A chi fa bene

L’obiettivo dell’arteterapia è quello di stimolare risorse e potenzialità che magari neppure sappiamo di avere. Non basta, perché con questa disciplina si riescono a controllare le emozioni e a trasmetterle agli altri, grazie a una serie di esercizi che favoriscono l’espressione dei sentimenti sia positivi che negativi.

Praticare l’arteterapia non ha controindicazioni, nel senso che può essere indicata a qualunque età, proprio perché il lavoro viene compiuto su noi stessi.
In particolare l’arteterapia può aiutare alcune categorie di persone. Ecco quali:

le persone fragili
Con l’arteterapia le persone fragili possono aumentare o riacquistare la fiducia in se stesse. È indicata per esempio per quei bambini che hanno difficoltà di inserimento a scuola o tra gli amici, ma va benissimo anche con gli anziani che vivono male la loro solitudine.

le persone stressate
A chi non è capitato di avere difficoltà ad affrontare momenti particolari della propria vita, momenti in cui si deve far fronte a più impegni contemporaneamente o in cui si richiede un maggior impegno nella famiglia o nell’ambiente di lavoro? E il risultato è lo stress, che però può essere sconfitto anche con poche sedute di arteterapia. Dedicarsi a questa pratica aiutarà a superare i momenti difficili con maggiore serenità.

le persone senza problemi particolari
L’arteterapia può aiutare anche coloro che dichiarano di non avere problemi particolari. Impegnarsi nella scrittura o nella pittura può aiutare a migliorare il proprio carattere e magari a sorridere di più alla vita.

 

Curarsi con le immagini

In questo casi, il concetto chiave è “disegna quel che ti viene in mente”. Anche il disegno, la pittura, la scultura e la fotografia possono essere di grande aiuto a chi ha difficoltà a trovare le parole per esprimere le emozioni.

Come si fa
La “icono-terapia” si divide in genere in due fasi: nella prima, quella “attiva” bisogna produrre, per esempio, un disegno (in bianco e nero oppure a colori). Oppure il terapeuta può chiedere di che gli sia mostrata una foto di un momento particolare o significativo della propria vita (per esempio un periodo felice della propria infanzia). Nella fase “recettiva”, invece, si analizza un’immagine di un autore e c’è un’analisi di gruppo sulle emozioni che sono emerse.

A chi è consigliata
Soprattutto per chi ha problemi di ansia e nervosismo e fa fatica a controllare le proprie emozioni negative.

 

Curarsi con la scrittura

L’arteterapia può essere d’aiuto anche quando si hanno difficoltà a parlare di sé, perché con la scrittura si ottiene una sintesi perfetta fra la nostra creatività e la razionalità.

Come si fa
Gli incontri di “Poiesi-terapia” si svolgono in due fasi, una “attiva” e una “recettiva”. Nella fase “attiva” bisogna scrivere una poesia oppure un racconto in poco tempo, in genere un quarto d’ora. Nella fase “recettiva” si leggono alcuni brani d’autore. Alla fine il terapeuta analizza il racconto e chiede quali emozioni sono emerse. Nel caso di sedute collettive, c’è un’analisi di gruppo del testo elaborato.

A chi è consigliata
Questa tecnica è maggiormente indicata per i depressi che hanno bisogno di esprimere se stessi e lo possono fare attraverso la carta mentre hanno difficoltà a farlo a parole.

 

Curarsi con il teatro

L’attività teatrale fa emergere l’io nascosto delle persone con la voce, la mimica e i gesti. È una buona pratica per chi ha problemi di timidezza.

Come si fa
Nelle sedute di “psicodramma creativo” il terapeuta chiede di “interpretare un’emozione” (per esempio la tristezza) o di mettere in scena un momento preciso della vita. La stessa pratica può essere utilizzata anche con i bambini, e in questo caso si utilizzano le marionette.

A chi è consigliata
Ne può beneficiare chi ha problemi di natura sessuale: è ideale per superare impotenza, frigidità, ansia da prestazioni. Serve, infatti, a controllare il proprio corpo, ma anche a comunicare facilmente con gli altri.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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