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Autismo

È un’abnorme condizione psichica per la quale il bambino non riesce a stabilire normali rapporti con i genitori e le persone del proprio ambiente. Prevale nei maschietti e tra le classi elevate, e insorge entro i primi 1-2 anni di vita. La sua causa non è nota, anche se in una certa percentuale di casi coesistono segni neurologici e/o tendenza alle crisi epilettiche. Il bambino autistico comincia presto a mostrarsi refrattario ai genitori e a chiunque voglia «coccolarlo» od occuparsi di lui, cominciando a piangere o a frignare se vogliono prenderlo in braccio. Preferisce giocare da solo, estraniandosi dall’ambiente che lo circonda; si affeziona in modo morboso alle proprie abitudini e a qualche oggetto, e reagisce violentemente quando lo si vuole sottrarre ad esse. Mostra spesso ritardo nel linguaggio, identifica sovente in modo errato il significato delle parole, o ne inventa lui stesso delle nuove, magari incomprensibili. Non di rado mostra piccole turbe nel comportamento: schiocca le dita o la lingua, si dondola su se stesso, diviene preda di timori e paure. Una caratteristica di questi bambini è l’alta sensibilità per la musica e l’eccezionale memoria musicale. Il trattamento viene stabilito caso per caso dallo psichiatra, e prevede l’impiego di farmaci soltanto in presenza di lesioni neurologiche o di epilessia. È essenzialmente basato sull’assistenza e sul rapporto affettivo, nonché sulla terapia comportamentale messa in atto da uno psicologo esperto.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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