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Autismo, i segnali per riconoscerlo

I 15 sintomi più tipici di un male che colpisce più di tumori, diabete e Aids insieme

I numeri dell’autismo parlano da soli: nel mondo ne sono affetti 67 milioni di individui, soprattutto maschi (in questa proporzione: 1 donna ogni 4-5 uomini), più di quanti vengono colpiti da spettri come tumori, diabete e Aids messi insieme.
E poi c’è il capitolo bambini: in Italia è autistico un bambino su 150, e anche soltanto pronunciare la parola “mamma” – una cosa così facile e prevedibile per i piccoli sani – diventa quasi impossibile.

L’autismo e i bambini
A Roma è nato il primo Centro italiano per il trattamento precoce e full immersion dell’autismo: si chiama “Una breccia nel muro” ed è il frutto della collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la Fondazione Roma Solidale. Qui si segue un percorso terapeutico unico e innovativo: diagnosi precoce, formazione dei genitori alla costante applicazione del metodo per interagire nella maniera più idonea con i propri figli e per affrontare anche tra le pareti domestiche le complesse dinamiche che lo spettro autistico porta con sé, lavoro intensivo di operatori esperti con i bambini per oltre 9 ore al giorno.

In particolare, il trattamento full immersion, nel suo primo anno di applicazione su 42 bambini di età compresa tra i 18 mesi e i 6 anni, ha registrato il 100% di efficacia: in tutti i bimbi, anche in situazioni di estrema gravità, è stato infatti rilevato un tangibile miglioramento della capacità di comunicare e di socializzare, di articolare il linguaggio, di reagire agli stimoli esterni.

I segnali dell’autismo
Ma quali sono le principali manifestazioni della malattia autistica? Proviamo a elencare le più diffuse. Chiarendo però che ogni valutazione definitiva, la diagnosi vera e propria del problema, va lasciata solo ed esclusivamente allo specialista.

1) La difficoltà a intrecciare qualunque relazione con gli altri.

2) La tendenza a sorridere o a ridere senza motivo. 

3) La mancanza di contatto visivo con la persona che sta parlando.

4) Un’apparente insensibilità al dolore.

5) Una tendenza a isolarsi dal prossimo. 

6) Una tendenza a far ruotare gli oggetti di qualunque tipo (un sasso, una penna…).

7) L’attaccamento eccessivo e morboso a certi oggetti, anche senza alcun valore particolare. 

8) L’iperattività fisica o – all’opposto – un’eccessiva inattività. 

9) L’incapacità di rispondere alle tecniche di insegnamento tradizionali.

10) La monotonia e la perseveranza, unite alla resistenza a modificare le abitudini e la routine.

11) L’incapacità di rendersi conto delle situazioni di pericolo. 

12) La ripetizione ossessiva di parole o frasi prive di significato o senso.

13) La saltuaria tendenza a respingere manifestazioni di affetto come carezze o baci.

14) La propensione a non rispondere agli ordini, come se non venissero sentiti.

15) La difficoltà a esprimersi, la predilezione per i gesti al posto delle parole.

Redazione Staibene

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