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Autopalpazione

È l’esame che la stessa donna può praticare sul proprio seno per rilevare l’eventuale presenza di anomalie e nodulosità, potenziali segni di tumore. Il rilievo precoce di tali segni, e l’eventuale loro conferma, porta con sé l’immediata istituzione della terapia (di solito chirurgica), con possibilità di guarigione del 100% e di un’escissione molto limitata di tessuto mammario. Evidente quindi la necessità di un tale esame, da praticare con la massima accuratezza ma senza alcun senso di ansia. L’autopalpazione va eseguita sistematicamente una volta al mese, dopo le mestruazioni, ponendosi dapprima dinanzi allo specchio con le braccia distese lungo i fianchi, ed osservando attentamente l’aspetto generale, la forma e le dimensioni prima dell’uno, poi dell’altro seno. Indi la donna solleva, uno alla volta, un braccio sopra la testa e osserva (di fronte e di lato) se è presente qualche alterazione, spremendo delicatamente i capezzoli per vedere se v’è secrezione, e poi palpando la mammella per rilevare la consistenza e l’eventuale presenza di noduli. A questo punto si sdraia sul letto, in posizione supina con un cuscino sotto le spalle e la testa, tenendo un braccio lungo il fianco, e con l’altra mano palpando la mammella controlaterale con le dita a piatto, in senso orario, prima nelle parti superiore e inferiore, poi in quelle esterna e interna, ed estendendo la palpazione anche all’ascella per rilevare l’eventuale presenza di noduli. Ripete poi queste manovre sull’altra mammella. Deve segnalare immediatamente al medico qualsiasi alterazione che può notare.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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