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Broncoscopia

Esplorare le vie aeree, la trachea e i bronchi, per verificare lo stato di salute dei polmoni

analisi strumentali

La broncoscopia è un’indagine che permette di esplorare le vie aeree, la trachea e i bronchi, per verificare lo stato di salute. Durante la broncoscopia , se il medico lo ritiene necessario è possibile eseguire il prelievo di campioni di tessuto o di secrezioni sulle quali effettuare indagini batteriologiche, per la ricerca di batteri che causano un’infiammazione, o esami citologici, per osservare se le cellule sono alterate.

A cosa serve

Grazie al broncoscopio questo esame permette di visualizzare le vie aeree, la trachea e i bronchi, di una persona in modo che il medico possa valutare la presenza di anomalie. La broncoscopia viene eseguita se il medico sospetta: polmoniti di varia natura, malattie infiammatorie polmonari, tumori benigni tracheo-bronchiali, tumori al polmone.

Come prepararsi e come si svolgono i test

Per eseguire la broncoscopia occorre star a digiuno per almeno 12 ore. In particolare è bene non mangiare né bere. In particolare è necessario non mangiare né bere dalla mezzanotte precedente il giorno dell’indagine, a eccezione di un sorso di acqua la mattina dell’esame per prender i farmaci prescritti, in modo da avere lo stomaco completamente vuoto per ridurre il riflesso del vomito. E’ consigliabile farsi accompagnare da qualcuno perché durante l’esame vengono utilizzati farmaci che inducono sonnolenza. Prima di iniziare l’indagine viene somministrato per via intramuscolare o endovenosa, farmaci che inducono il rilassamento e riducono il riflesso della tosse.
La persona che deve eseguire la broncoscopia viene collegata, tramite un piccolo sensore digitale, a un apparecchio che rileva l’attività del cuore e lo stato di ossigenazione, che deve essere regolare. In questo modo, se necessario, è possibile dare ossigeno supplementare. A questo punto il medico esegue un’anestesia locale del naso, della gola e della trachea, con un farmaco anestetico nebulizzato, in modo da ridurre il fastidio provocato dall’introduzione del broncoscopio, un tubo flessibile, del diametro circa di una matita, che viene fatto passare attraverso il naso o la bocca. Il broncoscopio è costituito da una serie di fibre ottiche sottilissime che, alimentate da una fonte di luce, illuminano le vie aeree e trasmettono l’immagine a uno schermo in modo che il medico possa osservarla.
La broncoscopia è un’indagine sicura e con pochi effetti collaterali. Tra questi può esservi sanguinamento del punto in cui è stato prelevato il campione, o la comparsa di febbre causata dalla mobilizzazione di secrezioni infette. Non possono eseguire la broncoscopia le persone che soffrono di seria insufficienza respiratoria.
Nelle due ore successive l’esame, non si deve bere né mangiare, perché il riflesso della deglutizione può essere alterato dall’anestetico o dalle manovre eseguite. E’ normale che vi sia tosse o presenza di sangue anche per uno o due giorni dopo l’esame, a causa dell’irritazione provocata dall’introduzione del broncoscopio.

I valori di riferimento

Non esistono valori di riferimento specifici perché il medico deve descrivere quello che vede. Il risultato è il referto medico, che può contenere la diagnosi di una trachea ostruita o la presenza di linfonodi ingrossati o ancora se le corde vocali si muovono in modo normale o meno. Insieme al referto non verranno consegnate le immagini.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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