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Calvizie, tutto quello che devi sapere

Otto uomini e 5 donne su 10 sono disposti a tutto per prevenire la caduta dei capelli. Ecco le cause e le tecniche più efficaci (per lui e lei) per combattere la calvizie

Calvizie, tutto quello che devi sapere

Otto uomini italiani su 10 sono disposti a tutto pur di prevenirne la caduta. Al punto da arrivare a spendere anche 600 euro l’anno per ovviare al problema. Insomma, i capelli sono un’autentica croce per i nostri connazionali maschi. Hanno ragione, hanno torto? Secondo gli esperti, sono esagerazioni. Gli italiani sono vittime di falsi miti che vanno sfatati a tutti i costi. Vediamo quelli più duri a morire.

Tra i denti del pettine, nella vasca o sotto la doccia, sul cuscino. L’autunno è il periodo dell’anno in cui ci ritroviamo capelli caduti un po’ dappertutto. E ogni volta rispunta la domanda fatidica: sarà calvizie? Considerato che il problema riguarda 11 milioni di italiani, l’80% degli uomini e il 50% delle donne; vista l’attenzione ormai quasi maniacale che si riserva alle chiome (l’anno scorso sono stati spesi più di 120 milioni di euro in shampoo, maschere nutrienti, lozioni anticaduta e trattamenti coloranti, gli uomini addirittura più delle donne), la preoccupazione è quanto meno legittima.

L’attività fisiologica del capello ha un suo ciclo, che prevede una nascita, un periodo di crescita e una morte. In condizioni normali, quando un capello cade vuol dire che un altro è pronto a prendere il suo posto. Talvolta, però, il diradamento si fa più evidente, i capelli cadono a piccoli ciuffi.

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Le cause? Possono essere le più varie: lo stress, una cattiva alimentazione (per esempio la carenza di proteine e oligoelementi), un evento traumatico, ma anche l’ereditarietà.

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La soluzione? No al fai-da-te. Sì alla visita specialistica.

 

La caduta dei capelli nelle donne

La caduta dei capelli non è un problema soltanto maschile. Anzi, in questo periodo dell’anno è un disturbo che si coniuga anche al femminile: una donna su quattro soffre della caduta autunnale. Tuttavia, non c’è quasi mai da preoccuparsi: non siamo di fronte all’alopecia androgenetica, ma a un fenomeno passeggero (il cosiddetto “Defluvium telogenico”) e tipico di questa stagione, dovuto soprattutto agli stress che hanno caratterizzato il periodo subito precedente all’estate.

Alle vacanze si arriva infatti scarichi di energia e pieni di tensione, circostanze che si riflettono sul capello con il risultato di accelerarne il normale ritmo biologico di vita. Insomma, in quei tre mesi che vanno da luglio a settembre si verifica un più rapido passaggio dalla fase di crescita alla morte di molti più bulbi piliferi nello stesso tempo, rispetto a quanto accade di solito. E i capelli cadono numerosi.

Il problema, se non è un segnale di altri disturbi più seri, è destinato a normalizzarsi da sé entro due mesi. Ma proprio per questo è importante poter escludere subito patologie come il Lupus o la connettivopatia. E l’unico a poter capire la vera ragione di un indebolimento delle chiome è il dermatologo.

Come favorire il ritorno alla normalità? Basta intervenire sull’igiene e la cura quotidiane della capigliatura. Di solito è lo stesso specialista a indicare lozioni e  a base di cistina e acido pantotenico, sostanze rubefacenti, capaci cioè di produrre una vasodilatazione locale.

Occhio, però: mai fidarsi del consiglio di un’amica, di una pubblicità o del parrucchiere: solo lo specialista può individuare la lozione giusta per una determinata esigenza, eliminando quindi il rischio di conseguenze indesiderate (l’effetto opposto) o sgradevoli (reazioni allergiche).

 

La caduta dei capelli negli uomini

La perdita dei capelli tipica degli uomini si chiama alopecia androgenetica. Riguarda circa la metà degli italiani sotto i 50 anni, addirittura il 70-80% di quelli dai 50 in su. In realtà, anche le donne possono soffrire di alopecia androgenetica, in seguito a forti squilibri ormonali, per esempio durante la menopausa. Ma è chiaro che resta un problema in netta prevalenza maschile.

Causata dall’azione combinata degli ormoni maschili (androgeni, appunto) con una predisposizione genetica, questo tipo di alopecia si fronteggia nel modo migliore attraverso una diagnosi precoce e rigorosa, che solo lo specialista dermatologo può fare.

Una volta accertata, si contrasta di solito ricorrendo ai “cosmeceutici”, vale a dire preparati che sono una via di mezzo tra i farmaci e i cosmetici. Per esempio, quelli a base di serenoa repens, lozioni a base di minoxidil e compresse di finasteride. Utili anche gli integratori di oligoelementi e proteine.

Se l’alopecia è areata, che nelle sue forme più blande si presenta con una singola chiazza priva di capelli, la terapia si basa su trattamenti medici associati alla psicoterapia.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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