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Tatuaggi, cancellarli fa rischiare il cancro

Eliminare un tatoo a colori è complicato, costoso ed espone a pericoli molto seri per la salute

C´è un motivo molto importante per cui dovremmo contare fino a 1000, prima di deciderci a fare un tatuaggio. E non è perché i genitori non sono d´accordo né perché a scuola o sul lavoro chissà poi cosa diranno, né tantomeno per qualche altra ragione morale. Il vero motivo è la salute: farsi tatuare è facile e neanche particolarmente costoso; farselo togliere, invece, è molto più difficile, complicato e soprattutto pericoloso.

Il rischio cancro
"I tatuaggi sono un grande problema perché non esiste un modo definitivo per cancellarli che sia rapido, efficace, indolore e privo di conseguenze", spiega Daniela Marciani, docente master in dermatologia estetica dell´università di Tor Vergata, a Roma. "E oggi togliere un disegno a colori sul corpo è molto problematico perché, nonostante i passi in avanti dei laser ´q-switch´, persistono rischi cancerogeni dimostrati da ricerche internazionali".
Come spiega Marciani, "alcuni colori, come il giallo, il verde e il blu, non si possono rimuovere, perché resistenti al laser. Ma soprattutto il problema principale è il mix di queste sostanze utilizzato dal tatuatore e le conseguenza del laser per l´organismo".
"Nella tecnica con il laser ´q-switch´ il pigmento del tattoo quando è colpito dal fascio di luce si frammenta  e diventa una polvere che va in profondità e viene raccolta dalle cellule macrofagi ed eliminata dal sistema linfatico. In biopsie eseguite per altre cause su soggetti che avevano rimosso i tatuaggi con il laser sono stati trovati i pigmenti dei colori. E in questi ultimi anni molte indagini hanno verificato che i alcuni coloranti contengono sostanze cancerogene".

Le nuove tecniche
Ricercatori israeliani stanno lavorando su una nuova tecnica laser, chiamata ´Tattoo erase system´ (Tes), "grazie alla quale ribattono il tatuaggio con una soluzione salicilica. Così il pigmento frammentato dal laser non finisce nell´organismo ma viene espulso fuori".

Poca informazione
A preoccupare i dermatologi è anche la mancanza di informazione in questo settore. "Non si è a conoscenza di quali prodotti vengono usati nel laboratorio scelto", avverte la Marciani, "non ci sono colori innocui. E poi iniziare il procedimento per eliminare il tatuaggio può durare anni e serve molta attenzione in base alla sede: ad esempio la spalla è una zona molto difficile, che può reagire in maniera ipertrofica. Inoltre molto spesso non si ottengono buoni risultati e si spende molto".
"In Italia – ricorda la specialista – il tatuaggio è vietato ai minorenni, a meno che non siano autorizzati e accompagnati dai genitori. Ma spesso accade che il tatuatore chiuda un occhio, e infatti sono in aumento le denunce verso i professionisti che non rispettano la legge".

Redazione Staibene

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