• Sii sano

1.151 visite

C’è un caffè di serie B che fa bene alla memoria

Tra il caffè decaffeinato e la memoria c’è un nesso che pochi sanno. Lo svelano i ricercatori americani della Mount Sinai School of Medicine

C'è un caffè di serie B che fa bene alla memoria

Apparentemente lontanissimi fra loro, il caffè e la memoria hanno  fra loro un nesso insospettabile che  potrebbe tornarci comodo nei momenti clou della giornata purchè….  il caffè non contenga caffeina.

Il caffè decaffeinato, spesso bistratto e considerato una versione di “serie B”, rispetto alla tazzina tradizionale  è invece un ottimo aiuto per il cervello.

E non si tratta di un sostegno legato esclusivamente alla funzione eccitante tipica della sostanza che caratterizza il caffè vero e proprio, anzi. Ma vediamo di saperne di più.

Leggi anche: Il caffè tiene svegli o no?

 

Lo studio

I ricercatori della , negli Usa, hanno scoperto che il caffè decaffeinato può migliorare il metabolismo energetico del cervello associato al diabete di tipo 2 e fattore di rischio per la demenza e altre patologie neurodegenerative come l´Alzheimer. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Nutritional Neuroscience”.

Un gruppo di ricerca guidato da Giulio Maria Pasinetti, docente di Neurologia e Psichiatria al Mount Sinai, ha esplorato se l´aggiunta al regime dietetico di una soluzione standardizzata di caffè decaffeinato prima dell´insorgenza del diabete potesse migliorare la resistenza all´insulina nei topi con diabete di tipo 2.

Leggi anche : Vuoti di memoria, cosa ti volevo dire?

I ricercatori hanno somministrato il caffè per cinque mesi ai ratti e valutato la risposta genetica nel cervello degli animali. Hanno così scoperto che il cervello diventava in grado di metabolizzare il glucosio in modo più efficace e utilizzarlo per produrre energia cellulare. L´utilizzazione del glucosio, infatti, si riduce nelle persone con diabete di tipo 2, causando spesso problemi neurocognitivi.

 

Un potenziale integratore alimentare

“Il metabolismo energetico alterato nel cervello è noto per essere strettamente correlato con il declino cognitivo durante l´invecchiamento e nei soggetti ad alto rischio di sviluppare patologie neurodegenerative”, ha detto Pasinetti.

“Il nostro è il primo studio che mostra i potenziali benefici del caffè decaffeinato sia per prevenire e curare il declino cognitivo causato dal diabete di tipo 2 e dall´invecchiamento sia per contrastare l´insorgere delle malattie neurodegenerative”, ha aggiunto.

L´assunzione di caffè non è raccomandata, a causa del fatto che è associata a rischi per la salute cardiovascolare come il colesterolo nel sangue e la pressione sanguigna, entrambi i quali portano ad un aumentato rischio di malattie cardiache, ictus, e morte prematura.

Questi effetti negativi sono stati attribuiti principalmente però all´alto contenuto di caffeina. Queste nuove scoperte sono la prova che alcuni dei componenti nel caffè decaffeinato forniscono veri benefici per la salute.

“Adesso – ha concluso Pasinetti – speriamo di esplorare il ruolo preventivo del caffè decaffeinato come integratore alimentare negli esseri umani”.

Tag:
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

best-cooler.reviews/

www.agroxy.com/prodat/rozh-97/vinnitskaya-obl

www.apach.com.ua
}