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Cervello, arriva il neurone di ricambio che cura la paralisi

Scoperta rivoluzionaria in Svezia: un neurone finto scambia informazioni con neuroni veri e riaccende il cervello sopito dei malati. Ecco tutte le speranze per Parkinson, Alzheimer, Ictus e deficienze cerebrali varie.

Dopo anni di speranze e delusioni, la ricerca sul malfunzionamento del cervello umano sembra essere arrivata davvero ad un punto di svolta: in un futuro prossimo si potrà trovare una soluzione ai milioni di disabili,  o di paralizzati in carrozzina, che hanno funzioni del cervello danneggiate o inibite o ritardate, dall’Alzheimer all’epilessia, dalle offese conseguenti ad Ictuus o infarto,  fino ad arrivare a tutti quegli handicap che affliggono il cervello di milioni di disabili, adulti o bambini, che soffrono di un ritardo mentale da deficienza cerebrale.

La speranza viene dalla scoperta del Karolinska Institutet, uno fra i più importanti centri di ricerca sul cervello del mondo, che ha prodotto in laboratorio un neurone artificiale in grado di scambiare informazioni, tramite impulsi elettrici, con altri neuroni però veri, umani.

Cosa fanno i neuroni nel cervello umano

Per capire la portata davvero rivoluzionaria della scoperta bisogna ricordare come funziona  l’attività cerebrale.

Le neuroscienze hanno ormai accertato senza ombra di dubbio che l’ intelligenza è frutto degli scambi di informazioni tra i neuroni. Questi ultimi sono delle cellule che, in conseguenza di reazioni chimiche scatenate dal cervello di fronte a fattori mentali o ambientali (l’amore, la rabbia, l’estasi, il dolore, un trauma, ecc), producono impulsi elettrici che mettono in collegamento  i neuroni e tramite essi le diverse parti del cervello.

E’ così che vengono attivate le funzioni del cervello quando creiamo qualcosa, o quando ragioniamo su un problema trovando la soluzione, o quando architettiamo una strategia per avere successo o schivare un pericolo.

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Ebbene, di fronte ad alcune circostanze patologiche o ereditarie, o traumatiche o indotte da eventi come ictus, infarto, trombosi, può accadere, e spesso accade, che gli scambi di impulsi elettrici tra i neuroni si affievolisca o si interrompa del tutto. Quando si affievolisce, si verifica  il ritardo mentale; quando si interrompe del tutto accade che alcune zone del cervello non funzionano più, si atrofizzano e dunque le funzioni che dipendono da quelle zone vengono meno. Per esempio, viene meno la possibilità di parlare, di camminare, a vote il malato si riduce ad una forma di vita totalmente vegetativa.

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Finora la ricerca scientifica ha tentato molte strade per curare questa situazione e la via più promettente sembrava fosse quella della ricerca sulle cellule staminali , in grado di rigenerare cellule morte partendo da cellule onnipotenti che opossono trasformarsi  diventando come quelle danneggiate.

Su questo versante il ricercatore più famoso è il coreano Hwang Woo Suk che, lavorando proprio sulle staminali, è passato come colui che avrebbe rimesso in piedi le persone in carrozzina.

Il gruppo della ricercatrice Angela Richter Dahlfors, al lavoro sulla riproduzione di cellule neurali artificiali già da molti anni, sostenuta da varie istituzioni comprendenti il Royal Research Council e la Swedish Academy of Sciences, è invece arrivata a produrre in laboratorio il neurone artificiale che potrà essere di riambio a quelli danneggiati e tornare così a trasmettere  l’intelligenza attraverso gli impulsi elettrici.

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    Antonio Napolitano
    Redazione Staibene

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