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Cervicale (Erosione)

È l’erosione del collo uterino (cervice), contrassegnata dalla formazione – sulla sua superficie esterna – di strati di cellule proprie della superficie interna, come se questa fosse stata estroflessa. Pur essendo il termine di «erosione» improprio, questa parte di utero risulta più labile del normale, e sanguina facilmente. L’erosione cervicale può conseguire al parto o all’uso prolungato di contraccettivi orali. In molti casi decorre del tutto asintomatica o con sintomi di lieve entità, come perdite vaginali. La diagnosi di certezza si basa sui reperti della colposcopia e dell’esame microscopico dello striscio cervicale. Cervicite. È l’infiammazione acuta o cronica del collo dell’utero (cervice), tra le affezioni ginecologiche più frequenti, che si instaura di solito in seguito ad infezioni conseguenti a lacerazione da parto, estroflessione della mucosa del collo, gonorrea. Nella cervicite cronica non è raro il reperto di piccole cisti locali (ovuli di Naboth), dovute ad ostruzione di ghiandole cervicali. La cervicite si manifesta con perdite bianche (leucorrea) o giallo-verdastre, ma non provoca di solito prurito o dolore. Non va trascurata, altrimenti il processo infiammatorio può estendersi ad altre parti dell’apparato genitale (ad es. endometrite), con sintomi dolorosi e la possibilità che subentri una sterilità e anche che insorga una lesione cancerosa. Il trattamento è in funzione della causa determinante: può quindi essere rappresentato dalla somministrazione di antibiotici o di antivirali, o dalla cauterizzazione della parte mediante elettrocoagulazione, crioterapia, laser.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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