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Ci vuole un fegato bestiale…

Come proteggerlo e come curare le malattie epatiche

Se dovessimo giudicare l’importanza di un organo dalla mole di lavoro cui è costretto, giorno dopo giorno, il fegato sarebbe sicuramente ai primissimi posti della hit parade del nostro corpo. Già, perché lavora 24 ore su 24, senza fermarsi mai. E la sua incessante attività è solo ed esclusivamente al servizio degli altri organi, per i quali risulta indispensabile.
Eppure, nonostante questo superlavoro, il fegato è sottovalutato. Tendiamo a trascurarlo e a dimenticarci della sua importanza, a vantaggio di cuore, cervello o polmoni, Quanti di noi possono dire con certezza di sapere qual è il suo ruolo preciso di questo organo?

Il fegato è un laboratorio chimico al servizio del nostro organismo. La sua è una funzione di raccordo tra l’apparato digerente e il resto del corpo: produce la bile, indispensabile per digerire i grassi, passa il sangue al setaccio alla ricerca di alimenti da metabolizzare, immagazzina gli zuccheri ed è una riserva d’energia per tutto il corpo. Le sue funzioni sono talmente complesse che, a differenza di altri organi come il cuore o i reni, non si può ancora neanche immaginare un fegato artificiale. Purtoppo, però, sono tanti i fattori che lo danneggiano: dai virus dell’epatite (A, B e C, i più noti) all’alcol. Spesso non ci sono sintomi ed è difficile rendersi conto di quale sia il suo stato di salute. Il male può quindi degenerare in condizioni patologiche (cirrosi o tumore), prima di potersene rendere conto. Ma nuove terapie e nuovi vaccini stanno dando risultati molto incoraggianti. 

L’Italia è il Paese occidentale con la più alta incidenza di malattie del fegato: ogni anno si registrano circa 20-25 mila morti come risultato di patologie come cirrosi e tumori epatici. I dati arrivano dall’ultimo Congresso nazionale “Giornate epatologiche” organizzato dalla Fade (Fondazione amici dell’epatologia). Secondo il professor Gaetano Ideo, dell’ospedale San Giuseppe di Milano, le malattie del fegato colpiscono il 5-6% delle popolazioni di Europa e America e oltre il 15% degli abitanti di Asia, Africa e Sud America. L’Italia si colloca a metà strada, con una situazione simile a quella della Russia.
Una delle principali cause di malattia epatica è il virus dell’epatite B (Hbv). Secondo le stime degli esperti, un terzo degli abitanti del pianeta ne è stato infettato, circa il 7% in maniera cronica. I portatori ammontano a 350-400 milioni. Di questi oltre un milione è concentrato in Italia. Molto diffuso è anche il virus dell’epatite C: sono circa 250 milioni gli ammalati di forme croniche evolutive nel mondo. In Italia si registra anche un alto numero di portatori, circa 1,5 milioni.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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