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Cibi artificiali, ecco l’elenco che è meglio evitare

Dalle sottilette alla panna spry, una piccola guida per acquisti sani al supermercato

Le nuove tecnologie? Ben vengano. Ma nel campo dell’alimentazione è meglio andarci con i piedi di piombo.
Ormai la tendenza generale è quella di offrire ai cittadini quasi esclusivamente cibi artificiali, che da un lato risultano indenni da contaminazioni chimiche ma dall’altro offrono principi nutritivi decisamente minori rispetto a quelli naturali. Questo determina un impoverimento significativo della nostra dieta e, in qualche caso, persino dei danni gravi al nostro fisico.
Ecco qualche esempio. Le tecniche agricole e di allevamento più moderne sono addirittura riuscite a modificare la composizione chimica degli organismi animali, marini e vegetali, eliminando o limitando la presenza di molecole ritenute dannose per l’organismo umano come il colesterolo e gli acidi grassi saturi. Come primo impatto, sembrerebbe una scoperta positiva. E in parte lo è sicuramente. Se non fosse per il fatto che, utilizzando queste tecniche, si produce un "inquinamento" nutrizionale grave, pari o addirittura superiore a quello determinato dallo stesso colesterolo. Dunque, qual è il guadagno?
Facciamo un altro esempio. Una mucca "normale" può produrre quindici litri di latte al giorno, quantità che le serve ad allattare il suo vitellino. Con mangimi arricchiti, si può portare la stessa mucca a produrre più del doppio. Ma si ottiene lo stesso latte? Assolutamente no. Non solo non si ottiene lo stesso latte, ma si apportano modifiche nutrizionali anche a tutti i suoi derivati. In sintesi, l’attuale produzione agro-alimentare non garantisce più una nutrizione adeguata al nostro fabbisogno. E fra qualche tempo ci accorgeremo che il cibo naturale, con tutti i "rischi" che comportava, era comunque meno dannoso di quello che ci viene propinato giorno dopo giorno dagli scienziati della nutrizione.
E’ ormai provato, infatti, che il corpo umano fatica molto a metabolizzare il cibo artificiale ottenuto con sistemi di produzione forzati. E può andare incontro a problemi gravi. Nei casi più seri si passa dall’epatite cronica alla malnutrizione, dalla sclerosi multipla ai danni ischemici. Ma quali sono i cibi artificiali più diffusi?
Ecco un elenco non esaustivo dei più diffusi cibi artificiali in commercio.
Dolcificanti

I dolcificanti artificiali sono senz’altro fra i cibi artificiali più diffusi. Possono essere utilizzati al posto dello zucchero per dolcificare cibi e bevande. E’ possibile aggiungerli a bevande come caffè o tè freddo e sono presenti in molti alimenti venduti nei negozi di alimentari.
I dolcificanti, noti anche come sostituti dello zucchero, sono composti da sostanze chimiche e sostanze naturali.

I sostituti dello zucchero sono molto meno calorici rispetto allo zucchero. Alcuni sono privi di calorie. Molte persone ne fanno uso per limitare il consumo di zucchero al fine di perdere peso, tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue o evitare la formazione di carie dentali.

I sostituti dello zucchero più comuni sono:

• aspartame, utilizzato principalmente per dolcificare bevande dietetiche

• saccarina, impiegata in molte bevande e alimenti dietetici

• sucralosio, presente in molti alimenti e bevande dietetici

 acesulfame K, spesso combinato con la saccarina nelle bevande dietetiche

 stevia, che deriva da una pianta erbacea e viene utilizzata in cibi e bevande

Panna montata

I più comuni tipi di panna montata spry o liquida in vendita al supermercato  hanno tra gli ingredienti sciroppo di glucosio, latte in polvere, aromi artificiali, coloranti, addensanti e conservanti chimici.
Per capire se si tratta di alimenti consigliabili  basta fare un esperimento: versatela in una ciotola di vetro,  e lasciate trascorrere almeno 10 giorni. Se  trascorso il periodo, anziché conservare la propria consistenza è diventata simile a polstirolo o plastica, traetene le conseguenze.

Sottilette
Vera  rivoluzionaria della Kraft, le “sottilette” hanno incontrato il favore del pubblico per la martellante pubblicità soprattutto televisiva mirata ai bambini e per la comodità delle mamme, sempre più numerose  nella doppia veste di mogli e lavoratrici con poco tempo a disposizione per cucinare.

"Sottilette" non è nient’altro che il nome commerciale utilizzato per indicare un "formaggio" fuso a fette ideato che nel 1987, negli Stati Uniti, era

  • Redazione Staibene

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