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Come si cura

Come si cura
La psoriasi è una malattia cronica che può essere affrontata con le giuste terapie. Le sue caratteristiche in continua evoluzione la rendono però soltanto curabile, ma non guaribile. I farmaci a disposizione degli specialisti sono numerosi, ma la loro efficacia varia a seconda del tipo di psoriasi, della differente estensione e localizzazione della malattia, dell’età, del sesso, della gravità della forma. La scelta del trattamento compete sempre al medico, perché alcuni farmaci possono presentare specifiche controindicazioni o determinare effetti collaterali anche gravi.
L’ultima novità in fatto di terapia sono i cosiddetti “farmaci biologici”, il cui impiego nella psoriasi è in fase di avanzato sviluppo clinico. Si tratta di farmaci derivati dalle tecniche di biologia molecolare, assai diversi tra di loro, con meccanismi d’azione differenti, dotati di una discreta efficacia nell’arco di alcuni mesi di trattamento. Ma il loro profilo di sicurezza non è ancora definito del tutto nel lungo periodo.
Quanto ai farmaci tradizionali, nelle forme lievi o moderate della malattia si preferiscono quelli topici (per il trattamento locale). Nelle forme di notevole estensione e gravità, invece, si ricorre alle terapie sistemiche, spesso piuttosto impegnative. Entrambi i trattamenti si devono eseguire secondo cicli, e non in modo continuato, in modo da ridurre i rischi di tossicità e gli effetti collaterali di un trattamento a lungo termine. Sicuramente raccomandato l’impiego di creme idratanti, che mantengono l’elasticità della cute e contribuiscono ad eliminare o minimizzare le microlesioni.

Trattamenti locali
Tra i trattamenti topici vanno ricordati i prodotti galenici a base di acido acetilsalicilico o di catrame, che facilitano la rimozione delle squame e rendono la pelle più elastica. Molto utilizzati anche i cortisonici, sotto forma di lozioni, creme, unguenti: oltre ad agire sulla componente infiammatoria, riducono la proliferazione dei cheratinociti; la loro azione è in genere rapida, ma l’uso prolungato può determinare assottigliamento cutaneo fino all’atrofia.
Altre soluzioni farmacologiche sono le pomate a base di calcipotriolo e tacalcitolo (analoghi della vitamina D), che stimolano la corretta maturazione dei cheratinociti, senza rischio di comparsa di effetti collaterali significativi, e il tazarotene, un retinoide, (derivato della vitamina A) utilizzato in gel allo 0,1%, particolarmente efficaci nelle forme lievi e moderate, che agisce sia come antinfiammatorio che normalizzando la differenziazione delle cellule cutanee.

Terapia sistemica
Va effettuata con due grosse categorie di farmaci, i retinoidi e gli immunosoppressori. L’unico retinoide disponibile per via orale è l’acitretina, efficace, ma tossica e riservata alle forme più severe. Gli immunosoppressori sono rappresentati dal metotrexate e dalla ciclosporina: anche in questo caso, vi sono talvolta effetti collaterali molto gravi.

La terapia della luce
Spesso, sia in caso di terapia locale che sistemica, viene associata la fototerapia, basata sull’applicazione di radiazioni ultraviolette di tipo A e B (in particolare le UVB a banda stretta) con lampade fluorescenti o alogeno-metalliche, da eseguire sempre sotto controllo medico.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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