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Complicanze: quelle intestinali e quelle insospettabili

Il maggior problema della malattia di Crohn è che si tratta di una patologia cronica che non guarisce definitivamente anche a seguito di un intervento chirurgico, ma che si caratterizza per l’alternarsi di lunghi periodi di benessere a fasi di malattia in fase attiva. Al momento, purtroppo, non esiste alcun test in grado di definire se e quando compariranno eventuali complicanze. Va comunque ricordato che solo uno-due malati su dieci vanno incontro a tali complicanze. Per gli altri i farmaci, che mirano a ridurre l’infiammazione, sono sufficienti a controllare i sintomi.
Complicanze intestinali
Le complicanze intestinali più comuni sono l´insorgenza di fibrosi intestinale e la formazione di fistole (queste ultime compaiono nel 6% circa dei pazienti). Circa il 15 % sviluppa complicanze anali (fistole, ragadi o ascessi) entro cinque anni dalla diagnosi.
Sono molto comuni gli episodi di “stenosi”, cioè di restringimenti dell’intestino che comportano l’impossibilità del normale transito delle feci. Queste “strettoie” sono poco distensibili e possono causare crampi, meteorismo e distensione dell’addome. L’ostruzione può essere parziale o a volte totale e, in questo secondo caso, compaiono anche nausea e vomito. In questi casi può diventare necessario un intervento chirurgico per “eliminare” il tratto di intestino stenotico. Va comunque ricordato che questa complicanza può dipendere anche da cattive abitudini alimentari. Infatti il transito alimentare lungo l’apparato digerente si può “bloccare” più facilmente quando sono presenti zone di stenosi. Per questo motivo nei malati che presentano restringimenti lungo l’intestino viene sempre consigliata una dieta povera di fibre.

Manifestazioni extraintestinali
Le complicanze extraintestinali sono conseguenza di alterazioni dell’attività del sistema immunitario. Per questo sono frequenti casi di infiammazione articolare che interessano soprattutto il ginocchio e disturbi a carico di occhi e bocca. Le manifestazioni extraintestinali legate alla malattia di Crohn includono sia complicanze diretta conseguenza dell’evoluzione della malattia, sia disturbi ad essa associati ma indipendenti dal suo decorso:

  • spondiloartrite (spondilite anchilosante e sacroileite)
  • artrite periferica
  • manifestazioni cutanee (eritema nodoso e pioderma gangrenoso)
  • infiammazioni oculari (uveiti o sclerocongiuntiviti)
  • colangite sclerosante primitiva

La malattia può provocare inoltre complicanze legate all´alterata funzione intestinale:

  • colelitiasi;
  • nefrolitiasi;
  • infezioni del tratto urinario, specie in presenza di fistolizzazioni all´interno del tratto urinario;
  • idrouretere e idronefrosi, per compressione dell´uretere
  • malassorbimento;
  • ipercoagulabilità.
    Nei bambini è piuttosto comune un ritardo nella crescita e nella maturazione sessuale. Infine, una malattia di Crohn di lunga durata si può associare all´insorgenza di adenocarcinomi del tratto gastrointestinale e, più raramente, di linfomi.

    (fonte: studio SONIC – Study of Biologic and Immunomodulator Naive Patients in Crohn’s Disease)

Redazione Staibene

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