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L’occhio lacrima troppo? Attenti al rischio dacriocistite

Come riconoscere e curare la dacriocistite, l’infezione del sacco lacrimale. Tutti i sintomi della forma acuta e cronica e le cure più adatte.

dacriocistite

Come riconoscere la dacriocistite

La dacriocistite   può presentarsi prima in forma lieve ( l’occhio lacrima ma l’occlusione non è totale e dunque non c’è alcuna infezione del sacco lacrimale), ma in altri casi in forma più grave , ciò che avviene quando i canali che portano le lacrime agli occhi sono totalmente tappati e dunque le lacrime ristagnano nel sacco infettandosi. Quando si arriva a questa fase si nota un un rigonfiamento tra la plica nasale e la palpebra inferiore. rigonfiamento che diventa rosso e dolente, alla palpazione il dolere aumenta, perché spesso si ha un rigurgito di secrezione dal condotto lacrimale. Può esser accompagnata da febbre e non devono essere mai sottovalutate.

Un fattore infiammatorio così se viene sottovalutato, specialmente quando tende a cronicizzare e può macerare la struttura nasale adiacente  e a volte l’infiammazione può entrare nel bulbo oculare oppure lungo le fosse nasali e creare delle complicanze molto più serie.

Per diagnosticare la dacriocistite  gli oculisti procedono ai cosiddetti lavaggi lacrimali, ovvero ad una tecnica molto semplice non invasiva e senza dolore che consiste nell’infilare una minuscola cannula nei canali lacrimali e far transitare un liquido innocuo e colorato che, se transita viene poi eliminato dal naso o in gola e ciò significa che i canali sono liberi; se non transita occorre disotruirli. Come si fa?

 

 

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Come curare la dacriocistite 

 

La forma acuta richiede una valutazione urgente in un Pronto soccorso oculistico che viene trattata con una terapia antibiotica che spesso non è locale ma è per bocca.

La tecnica cambia ed occorre procedere al  sondaggio lacrimale, che un intervento di microchirurgia,  in anestesia locale negli adulti, e generale nei bambini.  Il sondaggio si effettua inserendo attraverso i puntini lacrimali una sonda in direzione del naso che se evidenzia la presenza di eventuali ostruzioni, le rimuove.

Nella fasi tardive si arriva anche alla chirurgia e si asporta il sacco lacrimale.

La forma cronica, invece, può essere gestita dal paziente attraverso il massaggio del sacco lacrimale in modo da svuotarlo dalle lacrime attraverso il forellino presente sul bordo delle palpebre.

 

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Redazione Staibene

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