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Dal gelato all’insalata, contro ipertensione e depressione

Il gelato per combattere la depressione
Se mangi il gelato, ti torna il sorriso. Non è solo un’impressione, perché la conferma arriva proprio dalla scienza. Grazie a un software messo a punto da due scienziati informatici dell’Università di Amsterdam, capace di mettere in relazione i mutamenti dei tratti del viso con le emozioni che li determinano, si è appurato che quando gli italiani mangiano un gelato, il loro volto esprime per l’86% felicità e, attraverso la risonanza magnetica, si è visto che il gelato attiva i centri di piacere nel cervello.
Il gelato, come pochi altri alimenti, è in grado di suscitare in noi emozioni positive di appagamento e soddisfazione. E quello al cioccolato? In questo caso, combinando i due valori (il gusto del gelato e quello del cioccolato), il gelato al cioccolato dovrebbe rappresentare un vero e proprio "concentrato di felicità".

Kiwi, contro l´ipertensione
La pressione alta è considerata il primo "fattore killer" al mondo tra le malattie cardiache e a tavola si può fare molto, per risolvere il problema. Se i più conoscono l´importanza di ridurre drasticamente o addirittura eliminare il sale, pochi sanno che i kiwi nell´alimentazione quotidiana può aiutare a prevenire l´ipertensione.  Gli esperti della Mette Svendsen University Hospital di Oslo (Norvegia) hanno dimostrato che mangiare tre volte al giorno un kiwi provoca un calo repentino della pressione sanguigna. Il merito? Della luteina contenuta nel kiwi, dalle proprietà antiossidanti.

Insalata per prevenire il cancro al seno
La verdura, in generale, è una formidabile barriera per l´organismo. Basta scegliere quella a foglia – una famiglia di cui fanno parte per esempio insalata, bietole o spinaci per ridurre i rischi del cancro al seno. Lo dimostra uno studio condotto dai  ricercatori della sezione italiana dello studio Epic, che hanno analizzato l´associazione tra assunzione di frutta e verdura e il rischio di sviluppare il tumore della mammella. Per oltre 31 mila donne tra 36 e 64 anni, reclutate nei cinque centri italiani di Torino, Varese, Firenze, Napoli e Ragusa tra il 1993 e il 1998, erano disponibili informazioni su dieta e stile di vita, nonché una serie di misure antropometriche. Il campione è stato seguito per 11 anni, al termine dei quali sono stati diagnosticati 1.072 casi di tumore al seno, invasivi e "in situ". La comparsa o meno del tumore è stata quindi messa in relazione con il consumo di frutta e verdura.

Redazione Staibene

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