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Dermatite, che fare quando la pelle brucia

Dermatiti: ce ne sono di tre tipi. Come prevenire, affrontare e risolvere gli eczemi e le altre infiammazioni cutanee

Dermatite, che fare quando la pelle brucia

Dermatite, la malattia della pelle più frequente
L´eczema (chiamato anche dermatite) è una malattia infiammatoria della pelle. Il termine deriva dal greco antico e significa “bollire”: ecco perché viene di solito usato per per indicare stati della cute caratterizzati da lesioni di natura bollosa.

Secondo il servizio di allergologia del di Roma, è la malattia della pelle di gran lunga più frequente (20-30%). Colpisce, tenendo conto anche delle forme episodiche e moderate, quasi il 2% dell´intera popolazione, a tutte le età, e rappresenta di conseguenza una delle affezioni più comuni di tutta la patologia umana.

 

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Come si distingue dalle altre malattie della pelle

 

Per distinguere la dermatite dalle altre malattie della pelle, bisogna anzitutto chiarire che in realtà  non si tratta di una vera e propria patologia, quanto di una reazione infiammatoria, tipica della cute, indotta da fattori endogeni ed esogeni molto diversi tra loro, in fasi successive oppure in contemporanea associazione.

 

Di solito si manifesta con un´eruzione eritemato-vescicolare a carattere recidivante, accompagnata da un prurito più o meno intenso.

Le eruzioni possono essere distinte in acute e croniche: nel primo caso, il problema si presenta all´improvviso ed è accompagnato da intenso prurito che dura nel tempo.

Secondo i professori Giampiero Patriarca e Domenico Schiavino, e la dottoressa Eleonora Nucera, del servizio di Allergologia del policlinico Gemelli, la dermatosi evolve di solito in queste fasi successive:

 

  • Eritematosa: l´eritema di solito molto intenso, a limiti sfumati, può essere accompagnato da edema talora molto pronunciato;

 

  • Vescicolare: è caratterizzata da numerose vescicole, di grandezza variabile da una capocchia di spillo a un piccolo cece, fittamente raggruppate, a contenuto limpido e cupola sottile, insorgenti su cute arrossata. La rottura delle vescicole, per lo più conseguente a grattamento, porta alla fase essudante;

 

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  • Essudante e crostosa: è contraddistinta da chiazze intensamente eritematose, erose, che producono liquido chiaro o giallo limone, più o meno abbondante. Asciugando delicatamente la superficie, si evidenziano piccole erosioni puntiformi da cui defluisce l´essudato. Con il progressivo ridursi dell´essudazione il liquido si rapprende in croste giallo-ambrate di spessore variabile, che si staccano facilmente;

 

  • Desquamante: quando l´essudazione cessa, comincia un rapido processo riparativo della pelle; le ultime croste vengono eliminate, appare un´epidermide nuova neoformata, rosea, liscia, sottile, che rapidamente si ricopre di squame simili alla forfora o lamellari. Eliminato, sospeso o temporaneamente neutralizzato il “complesso scatenante”, l´eritema e la desquamazione si riducono gradualmente e la cute si normalizza.

 

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Quando la dermatosi tende a cronicizzarsi, dopo un´iniziale fase eruttiva acuta oppure direttamente con un inizio più subdolo caratterizzato da vescicole appena accennate, si parla di eczema cronico.

Le lesioni si caratterizzano per l´eritema sfumato, a tonalità  cupa, l´epidermide diventa più spessa e secca.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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