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Dieta, cambia il piatto per iniziare il pranzo

Con quale piatto si comincia il pranzo? Nella cultura mediterranea con un primo fatto di pasta e/o minestra ma i dietologi cambiano l’ordine. Ecco come.

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Con quale piatto si comincia il pranzo? Le abitudini e la cultura italiana della dieta mediterranea non hanno dubbi; con un primo piatto (minestra o pasta), seguito da un secondo (carne o pesce) affiancato da un contorno e l’attenzione va al conto delle calorie di ogni alimento.

Ma si sta facendo largo sempre più un altro protocollo che al conteggio delle calorie dà sempre meno importanza e ne dà invece all’indice glicemico che producono gli alimenti.

In pratica, per non ingrassare e digerire con più facilità, il pranzo deve cominciare con una insalata fresca. Si, avete capito bene; iniziare il pasto proprio con quello che nella gerarchia dei pasti ai quali siamo abituati si chiama contorno e viene dopo il primo piatto e dopo il secondo.

 

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Perchè  si comincia con un ‘insalata

 

A sostenere la tesi è Pier Luigi Rossi, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione, docente universitario , secondo il quale occorre cambiare l’ordine degli alimenti da ingerire a pranzo e a cena, iniziando con le verdure anziché la pasta.

Alla base di questa sua affermazione è la convinzione, per altro radicata nella dieta mediterranea, che all’origine dei chili di troppo, della difficoltà di dimagrire e di quello che viene chiamato il “fegato grasso”, è la poca attenzione delle diete al picco glicemico, cioè a quell’impennata di glicemia che si ha quando si mangiano carboidrati e zuccheri.

E la ragione è che, di fronte al picco glicemico, l’insulina, cioè la sostanza prodotta dall’organismo per smaltirlo, non è sufficiente e gli zuccheri non depotenziati dall’insulina si trasformano in grasso, se dopo aver mangiato andiamo subito a dormire senza alcuna attività fisica.

 

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Italiani in sovrappeso

E’ forse questa la ragione per cui in Italia il 45% della popolazione è in sovrappeso e vede aumentare per questo il rischio di malattie cardiovascolari, tumori e disturbi metabolici?

Rossi ne è convinto: . “L’epidemia di obesità in corso – commenta – dipende dalla non conoscenza del proprio corpo. Chi ha problemi di peso dovrebbe innanzitutto misurare glicemia e insulina. Il calcolo delle calorie in questo quadro complesso non ha alcun significato”.

Quello che conta di più non è il conto delle calorie dei cibi ma le molecole dei cibi stessi che hanno un effetto diverso per ognuno di noi perché dialogano diversamente con le cellule e il DNA di ognuno di noi, che come sappiamo, è diverso. ( segue)…

Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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