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Dieta, sei in sovrappeso? Ora fa bene alla salute

Dieta, sei in sovrappeso? Ora fa bene alla salute

Per chi non sa resistere alle tentazioni della tavola, si lascia andare  e mette su un po’ di pancetta, ma subito dopo ha la forza di volontà di rimettersi i riga, è un a notizia che cambia la vita ed elimina molti sensi di colpa legati al cibo: essere in sovrappeso, ma leggermente, non fa più male ma fa bene alla salute e allunga persino la vita.

Come sarebbe a dire? Abbiamo combattuto per anni con la bilancia e il sovrappeso come  strumenti essenziali per prevenire i peggiori rischi che rispondono al nome di ipertensione,  cardiopatie, diabete e ictus . Ed ora ci vengono a dire che  la rotondità fa bene?

Nel mondo medico scientifico c’è un gran dibattito in questo periodo come conseguenza di  uno studio autorevole condotto di decine di migliaia di pazienti che dimostrerebbe come il famoso Body Mass Index(BMI) o indice di massa corporea (IMC) va riconsiderato come indice di malessere  solo se  è superiore a 25.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su una materia delicatissima che,  se mal posta, rischia di mietere schiere di vittime dell’obesità.

 

Come interpretare l’indice di massa corporea

La medicina ufficiale ha finora sempre e comunque considerato l’essere sovrappeso, come anticamera dell’obesità,e come un pericolosissimo fattore di rischio per la salute perchè strettamente ed inequivocabilmente correlato a malattie potenzialmente gravi come le cardiopatie che conducono all’infarto, l’ipertensione che conduce all’Ictus, al diabete.

Per calcolare il rischio, la medicina ha fatto fin qui ricorso al BMI o all’IMC, il famoso indice  derivato dal cosiddetto Indice di Quetelet , descritto nel 1832 dal poliedrico matematico belga Adolphe Quetelet, che corrisponde all’indice di massa corporea, un numero che esprime la relazione tra il peso di una persona e la sua altezza e permette di stabilire quanto il nostro peso sia al disopra o al disotto della giusta proporzione.

 

Come calcolare l’indice di massa corporea

Ma come si calcola il famigerato indice? Si ottiene dividendo il peso, in chilogrammi, per il quadrato dell’altezza, in metri.

BMI = peso / m x m

Es. BMI = 72 kg / (1.65 x 1.65) m² = 25.7 il numero ottenuto è proprio l’indice di massa corporea.

 

Piuttosto che mettersi a fare calcoli complicati ci sono sul web molti strumenti che si incaricano di elaborare il BMI per noi. Ecco quello disponibile su Staibene.it: Calcola il tuo BMI

In relazione al BMI misurato, un individuo può essere inserito in varie categorie.

 

Cosa dice l’organizzazione Mondiale di Sanità
Per capire se il livello del nostro BMI è  pericoloso per la salute o meno l’organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato questa classificazione dei differenti valori di BMI negli adulti:

 

Classificazione BMI Rischio di malattie associate
Sottopeso < 18,50 Basso (ma aumentato rischio di altre patologie)
Intervallo normale 18,50 – 24,99 Medio
Sovrappeso: >= 25,00
Preobeso 25,00 – 29,99 Aumentato
Obeso classe I 30,00 – 34,99 Moderato
Obeso classe II 35,00 – 39,99 Grave
Obeso classe III >= 40,00 Molto grave

Come si vede  la soglia oltre la quale, per l’OMS, scatta l’allarme per la salute è un indice BMI superiore a 25.

 

Perchè un BMI superiore a 25 non è più pericoloso

Tutto questo finora ha costituito una certezza. Ma la medicina, si sa, è un fluido in continua evoluzione. E le certezze di ieri possono diventare incertezze di oggi.

Così per esempio ha cominciato ad accedere dopo il 2013 quando una epidemiologa del Center of Desease Control del  nord America ha analizzato i dati riferiti a quasi 3 milioni di persone, traendone uno studio pubblicato sulla prestigiosissima rivista medico scientifica Jama,  che ha cominciato ad insinuare il dubbio che un indice di 25 non fa scattare alcun allarme ma, al contrario, sarebbe un obiettivo salutare.

A quello studio ne sono seguiti altri che hanno un po’ tutti concordato nel dire che più che il peso, ai fini del rischio di infarto ictus o diabete, è lo stile di vita ad essere importante.

Leggi anche:La formula per vivere in buona salute

Nel maggio 2015 un altro poderoso studio pubblicato sugli Annals of internal medicine, redatto da ricercatori inglesi, del Qatar ed italiani ha dato conto di una indagine svolta per 10 anni su 10 mila persone diabetiche , per capire se esisteva una correlazione tra obesità, malattie del cuore e rischio di morte. Ed è emersa una ulteriore conferma: chi è un po’ in sovrappeso si ammala di meno e vive più a lungo.

I critici hanno subito messo sotto accusa lo studio e le sue conclusioni sostenendo che se uno è in sovrappeso o è diabetico prende più medicine ed è ovvio dunque che sia più sano e viva più a lungo. Ma immediatamente è arrivata una smentita da coloro che hanno dimostrato da tempo che chi non fa attenzione alla dieta non riesce nemmeno a fare attenzione ai farmaci. Inoltre, a parità di farmaci, i diabetici con un indice di massa corporea leggermente in sovrappeso  dichiaravano un migliore stato di salute.

 

Le conclusioni

Le conclusioni: un indice di massa corporea superiore a 25 non è più da considerare un segnale di rischio.  Resta  ovviamente confermato – ed è bene sottolinearlo con forza –  che chi è affetto da obesità corre un forte rischio di infarto, ictus e diabete. Ma si tratta appunto di obesità, ovvero di una malattia che l’indice di massa corporea colloca ad un numero prossimo a 30, non a 25. Il BMI  intorno a 25 fino a 26 è considerato  un leggero sovrappeso  che, se accompagnato ad uno stile di vita sano, non va nè criminalizzato nè perseguito sottoponendosi a  diete cruenti ma anzi va rivalutato come una condizione di buona salute.

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Quello che conta è infatti uno stile di vita composto da 3 comportamenti:

  1. esercizio fisico;
  2. dieta mediterranea : mangiare bene ( più pesce che carne; frutta e verdura; noci, olio d’oliva,  niente burro, niente margarina, pochi zuccheri, poco sale);
  3. riposo: dalle 6 alle 8 ora di sonno notturno.

 

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Redazione Staibene

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