• Sii sano

3.842 visite

Digiuno terapeutico? Attenti alla moda

Il digiuno terapeutico può davvero essere un modo stare meglio in salute e non solo una scorciatoia per dimagrire? Tutto quello che c’è da sapere, tra vere prospettive e false verità.

digiuno

Il digiuno può davvero essere un modo stare meglio in salute e non solo una scorciatoia per dimagrire?

L’ipotesi, lanciata anni fa dall’igienista di   tra i principali testimoni della medicina alternativa, riemerge sempre di tanto in tanto ed è stata rilanciata di recente da un dietologo e specialista in scienze alimentari, Michele Pizzinini, noto per essere un commentatore del quotidiano L’Adige. Ma come spesso accade,  chi legge le sue  parole potrebbe essere indotto a trattenere nella memoria l’impressione generale positiva che se ne deduce ed a sottovalutare i rischi ed i pericoli di una pratica, il digiuno, che se mal applicata, e soprattutto seguita da soli senza i necessari e preventivi controlli, potrebbe al contrario essere molto dannosa per la salute e  condurre anche a conseguenze irreversibili.

Come stanno dunque le cose?

 

La pratica del digiuno

 

Diciamo subito digiunare non è una novità nella storia dell’umanità. La storia delle religioni testimonia in passato ed anche oggi il digiuno come metodo  purificatore per raggiungere l’ascesi attraverso la privazione del cibo e la riduzione dell’attività basale.

Digiunare significa  eliminare l’ingestione del cibo totalmente ed obbligare l’organismo a consumare ciò che ha al suo interno sulla base di un principio detto dell’autofagia che significa letteralmente “mangiare se stessi”.

Il dietologo Pizzinini spiega benevolmente l’autofagia con qualche esempio. Come noto il cibo  attraverso le proteine, i grassi, gli zuccheri e le vitamine che contiene, procura all’organismo l’energia essenziale alla sopravvivenza degli organi  vitali e dei muscoli. Se non ingeriamo cibo, dopo le prime 12-18 ore – dice –   il digiuno stimola le cellule ad utilizzare le proteine  le strutture ed i corpuscoli cellulari deteriorati e non utilizzati dall’organismo stesso. Ebbene , secondo Pzzinini, funziona un po’ come per il riscaldamento della casa: se abbiamo terminato la legna per la stufa, per ripararci dal freddo andiamo in cantina e recuperiamo tutto ciò che può essere bruciato al posto della legna, giornali, stoffe,  in modo da riscaldarci. E così fa l’organismo: se non ha cibo, va a cercare l’energia necessaria alla sopravvivenza bruciando tutto ciò che l’organismo ha accumulato ma poi scartato o accantonato perchè di minore qualità.

E poichè l’alimentazione moderna è  ampiamente composta da cibi che in parte sono spazzatura o che hanno un eccesso di calorie e grassi, ecco che il digiuno va a ripescare  nel momento del bisogno proprio quelli avanzati ed accantonati, pur di sopravvivere.

A sostegno di tale tesi Pizzinini cita studi che da tempo avrebbero dimostrato che se  tutti noi ingerissimo il 30% delle calorie in meno, assicurando però gli stessi nutrienti e apporti nutritivi essenziali di cui l’organismo ha bisogno,  potremmo vivere 25-30 anni di più.

 

Leggi anche: Digiuno, ecco perchè per dimagrire non serve

 

Attenti alle controindicazioni

 

Il punto è: chi è in grado di  determinare “quei giusti ed essenziali apporti di nutrienti” di cui parla Pizzinini? E soprattutto, il digiuno terapeutico richiede condizioni di salute perfette ed assenza non solo di patologie ma anche di disequilibri nell’organismo. Chi assicura che un digiuno “fai da te” non prenda il posto del digiuno sotto controllo medico? E come stabilire la durata del digiuno ideale affinchè sia veramente terapeutico e non letale?

Occorre dunque fare molta attenzione ed, al di là delle astratte indicazioni che associano al digiuno la disintossicazione o la depurazione dell’organismo, occorre avere ben presenti anche le serie controindicazioni.

Intanto non tutte le forme di digiuno sono uguali; alcune risultano estremamente debilitanti ed immotivate, altre meno estenuanti e più razionali.  Qualunque sia la forma di digiuno adottata,  controllato o non controllato, terapeutico oppure no, risulta comunque parecchio stressante per il corpo e la mente. Tuttavia, la sua potenziale nocività dipende soprattutto dai parametri con i quali viene programmato e dalla sua durata. E’ vero che secondo la scienza l’organismo umano è on grado di sopravvivere fino a 30-40 giorni di digiuno, occorre però capire con quali conseguenze, reversibili ma soprattutto irreversibili.

Ecco un sommario elenco delle conseguenze che un digiuno protratto nel tempo può provocare:

Secondo quanto riporta il manuale Merck  in volontari adulti, un digiuno di 30-40 giorni, ha causato un notevole calo ponderale (25% del peso iniziale), una riduzione del metabolismo e della percentuale e quantità delle proteine tissutali catabolizzate, di circa il 30%.

  1. Nell’inedia molto prolungata, la perdita di peso può raggiungere il 50% negli adulti e anche di più nei bambini.
  2. La perdita di peso degli organi è massima a livello del fegato e dell’intestino, moderata a livello del cuore e dei reni e minima a livello del sistema nervoso.
  3. L’emaciazione è maggiormente evidente dove normalmente si trovano i depositi di grasso.
  4. La massa muscolare diminuisce e le ossa diventano sporgenti.
  5. La cute diventa sottile, secca, anelastica, pallida e fredda. I capelli diventano secchi, radi e cadono facilmente.
  6. Viene coinvolta la maggior parte dei sistemi. Frequenti sono l’acloridria e la diarrea.
  7. Le dimensioni del cuore e la gittata cardiaca sono ridotte;
  8. la frequenza cardiaca rallenta e la pressione arteriosa diminuisce.
  9. La frequenza respiratoria e la capacità vitale diminuiscono.
  10. Il disturbo endocrino principale è l’atrofia gonadica, con la perdita della libido negli uomini e nelle donne e l’amenorrea nelle donne.
  11. Le capacità intellettive rimangono integre, ma sono frequenti l’apatia e l’irritabilità.
  12. Il paziente si sente debole.
  13. La capacità di lavoro è diminuita a causa della riduzione delle masse muscolari e, alla fine, è peggiorata dall’insufficienza cardiorespiratoria.
  14. L’anemia è di solito lieve, normocromica e normocitica.
  15. La riduzione della temperatura corporea contribuisce frequentemente alla morte.
  16. Nell’edema da fame, le proteine sieriche sono di solito normali, ma la perdita del grasso e dei muscoli causa un aumento dell’acqua extracellulare, una riduzione della pressione osmotica tissutale e una cute anelastica.

 

 

Leggi anche: La terapia del limone ha 8 effetti speciali

 

Il digiuno terapeutico  non fa digiunare

 

Il digiuno terapeutico è tutta un’altra cosa dal digiuno assoluto perchè, a differenza di quest’ultimo, non comporta l’assenza totale di cibo ma , anzi, consiste nell’ingestione di una serie di cibi utili all’organismo.

Al contrario, nei centri dove viene praticato  viene incentivata l’assunzione di liquidi e,  a volte anche di verdure. In ogni caso mai viene sottratto all’organismo l’idratazione   cioè l’acqua.

Secondo quanto riferiscono i gestori dei centri che praticano sotto controllo medico il digiuno terapeutico, la difficoltà maggiore  si ha all’inizio. In pochi credono di poter resistere 2 o 3 settimane senza mangiare ma molti riescono poi a raggiungere anche i 30-40 giorni.
Nelle prime 24-48 ore della terapia , ovvero nella fase più dura, si prevede la sola assunzione di acqua ed il corpo consuma la maggior parte dello zucchero e dei trigliceridi presenti nel sangue; i livelli di glucosio vengono mantenuti progressivamente stabili dal glicogeno epatico, mentre l’azione motoria  è supportata prevalentemente dalle riserve di glicogeno muscolare.

L’azione terapeutica vera quella che agisce sul metabolismo  avviene al termine di questa prima fase, cioè quando le riserve di glicogeno sono ridotte “all’osso”. A questo punto, il corpo inizia a bruciare prevalentemente  i grassi, con la produzione ed l’immissione nel sangue di molecole chiamate chetoni. Sono i chetoni la chiave di volta, perchè svolgono nell’organismo la stessa funzione degli zuccheri, fornendo dunque l’energia di cui necessita.

In sintesi, è bene considerare innanzitutto che la medicina ufficiale non riconosce  il  digiuno come metodo terapeutico neanche alla luce di quanto detto in questo articolo.

Tuttavia, qualora qualcuno voglia correre il rischio della non ufficialità e praticare il digiuno definito “terapeutico” sconsigliamo vivamente di farlo senza il continuo controllo medico.

 

Sai come disintossicarti? Scoprilo con IL TEST

 

Tag:
direzione staibene.it

https://zaraz.org.ua/

В интеренете нашел нужный веб портал со статьями про alpari.ru .
Узнайте про интересный блог на тематику UnowayTop обзор.
}