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Epatite C

L´epatite C è causata da un´infezione virale del fegato, che spesso assume decorso cronico; resta a lungo asintomatica e può subdolamente e progressivamente determinare un danno irreparabile dell´organo, riducendone le capacità funzionali sino alla comparsa di una cirrosi e, in alcuni casi, anche di un tumore del fegato. Queste gravi complicanze si sviluppano nell´arco di alcuni decenni di infezione solo in un sottogruppo dei soggetti infettati cronicamente, mentre in molti altri casi la malattia, seppure cronica, ha decorso più benigno e meno preoccupante sul piano evolutivo. L´infezione da HCV ha una significativa diffusione nella popolazione generale nel mondo e anche, più in particolare, in Italia ove si stima la presenza di almeno 500.000-1.000.000 di portatori cronici asintomatici (1-2% della popolazione). La prevalenza dell´infezione nella popolazione italiana è influenzata in modo estremamente significativo da variazioni geografiche, dalle fasce di età considerate e, ovviamente, dai fattori di rischio. Vi è un gradiente di progressivo aumento di prevalenza dal nord al sud del Paese. Nei giovani l´infezione è più rara, con prevalenze inferiori a 0,2-0,5% nelle prime due decadi di vita e con un incremento progressivo nelle classi di età superiori, sino a raggiungere prevalenze anche del 10-20% negli ultrasettantenni. Nei gruppi a rischio, quali i soggetti trasfusi prima del 1990, gli emofilici, i politrasfusi in generale, i soggetti dializzati, nonché i tossicodipendenti, le frequenze di infezioni sono ovviamente nettamente superiori e possono raggiungere anche il 50-70%. L´infezione da virus C è poi estremamente frequente nei pazienti con epatite cronica, con cirrosi e con cancro del fegato. In effetti l´epatite C è in Italia, come in molte altre parti del mondo, la principale causa di queste malattie croniche del fegato. L´epatite C è una malattia che causa raramente sintomi specifici e che decorre per lo più in modo asintomatico. La fase acuta iniziale dà sintomi clinici in circa il 15-20% dei casi che possono presentare i classici segni dell´epatite acuta con ittero, nausea, vomito e grande debolezza. Negli altri casi la malattia decorre in modo asintomatico o con modesti disturbi aspecifici, soprattutto astenia. Pochi sono i pazienti che superano la fase acuta con guarigione completa. Infatti in almeno il 50-60% dei casi, ma forse ancora più frequentemente, l´infezione C non guarisce e diventa cronica. Ciò spiega il gran numero di portatori cronici nella popolazione generale. L´infezione cronica da virus C ha un decorso molto variabile e spesso imprevedibile e non sempre progressivo e grave. In effetti in molti pazienti la malattia si presenta con le caratteristiche di un´infiammazione lieve e non evolutiva del fegato, in questi casi è molto improbabile che l´epatite C comporti rischi significativi per la qualità della vita e la sopravvivenza. In altri pazienti però la malattia assume un decorso più aggressivo con progressione lenta, ma inesorabile, verso la cirrosi epatica. Questa grave complicanza compare in circa il 20-30% dei pazienti con epatite cronica da HCV, dopo un tempo di infezione medio di 10-20 anni. I dati più recenti indicano che la probabilità di sviluppare cirrosi è influenzata Dall´età di acquisizione della malattia con maggior rischio per i pazienti che si infettano in età più avanzata. Non vi è alcun dubbio che l´alcool, anche se assunto in quantità medie, può accelerare il decorso dell´epatite C verso la cirrosi e, idealmente, il portatore di HCV dovrebbe essere astemio. La ricerca è attualmente molto attiva nel tentativo di individuare fattori virali e dell´ospite che possano permettere di identificare i pazienti a maggior rischio di progressione. Il comportamento delle transaminasi non sempre correla con la gravità della malattia e un´epatite cronica C attiva sul piano istologico può essere presente anche in portatori del virus che presentano transaminasi del tutto normali. L´esame istologico del fegato, possibile con l´esecuzione di una biopsia epatica, resta a tutt´oggi uno dei parametri più utili sul piano clinico per definire lo stadio di malattia e la prognosi. Alcuni test virologici, quali quelli che determinano il genotipo virale e la carica virale, sono attualmente oggetto di ricerca clinica per stabilirne il valore prognostico. Una corretta stadiazione dell´infezione da HCV e un´attenta valutazione sulle possibilità evolutive della malattia in considerazione anche dell´età del paziente e della spettanza di vita rappresentano oggi elementi cardine per definire la prognosi dell´epatite C e le opportunità terapeutiche. Molto resta in ogni caso da scoprire sulla storia naturale della malattia e sull´ottimizzazione delle misure di prevenzione e cura. Associate all´epatite C, in alcuni pazienti, si osservano manifestazioni extraepatiche, tra cui la più conosciuta e la crioglobulina mista. Tale patologia spesso asintomatica, in alcuni casi può presentarsi con gravi quadri di neuropatia e/o di insufficienza renale che talora migliorano con la terapia con interferone.

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