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Epatite C, attenti a piercing e tatuaggi

Un italiano su cinque potrebbe avere l’Epatite C ma 3 buone notizie rendono più rosea la situazione e più urgente riconoscere i sintomi. Ecco perchè.

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Un italiano su cinque potrebbe avere l’Epatite C ma 3 buone notizie rendono più rosea la situazione e più urgente  riconoscere i sintomi soprattutto  ora che vanno di moda tatuaggi e piercing, i più indiziati colpevoli del contagio.

Di che si tratta?

 

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Quanti italiani hanno l’epatite C palese o nascosta

 

Nel mondo sono circa 180 milioni le persone con epatite C cronica, più del 3% della popolazione globale. E l´Italia ha un triste primato. È al primo posto, infatti, in Europa per numero di persone positive al virus, con mille nuovi casi e 10 mila decessi ogni anno, che salgono a 20 mila – pari a 2 ogni ora – se si considerano anche le morti causate da epatite B, alcol e stomatopatie. I dati arrivano da un incontro sulle malattie del fegato che si è tenuto a Palo Laziale (Roma).

Secondo Antonio Gasbarrini, professore ordinario di Gastroenterologia all´università Cattolica di Roma, direttore dell´unità operativa complessa di Medicina interna e gastroenterologia del Policlinico Gemelli e presidente della Fondazione italiana ricerca in epatologia (Fire), “in Italia circa il 3% della popolazione è entrato in contatto con l´Hcv, 330 mila hanno sviluppato una cirrosi epatica: ciò vuol dire che nel nostro Paese il numero di soggetti con infezione da virus dell´epatite C cronicamente viremici supera il milione e mezzo”.

Secondo il dott Giovanbattista Gaeta, infettivologo dell’Università di Napoli in base ai risultati di una indagine realizzata  in collaborazione con i medici di medicina generale,   la stima dei malati arriva a 800 mila, dei quali  1 su cinque non sa di essere malato.

A livello regionale il Sud è il più colpito: in Campania, Puglia e Calabria, per esempio, nella popolazione ultrasettantenne la prevalenza dell´Hcv supera il 20%.

 

Cos’è l’epatite C

E’ un’infiammazione del fegato  provocata da virus (hepacavirus (HCV)il quale  provoca la morte delle cellule  del fegato che vengono sostituite da  noduli e da cicatrici che ne paralizzano progressivamente la funzionalità.  Una volta che il tessuto malato sostituisce gran parte della componente sana, l’Epatite si evolve in cirrosi epatica, con grave compromissione delle sue attività.

Poichè è contagiosa, il 60-70% degli individui diventa portatore cronico del virus, presentando transaminasi elevate o fluttuanti e insorgenza di fibrosi.

 

La causa dell’epatite C

La ricerca ha identificato ormai abbastanza chiaramente alcune correlazioni  che inducono a selezionare 4 principali cause della malattia.

  1. i tatuaggi ed i piercing effettuati con strumenti non correttamente o perfettamente sterili, fatti in strutture non controllate;
  2. Trasfusioni di sangue infetto, cosa che può accadere in cliniche o in ospedali nei quali i protocolli   di qualità non sono accertati o rispettati;
  3. Tagli o punture causati da strumenti o ferri chirurgici  infetti;
  4. Scambio di siringhe, tra tossicodipendenti.

 

Leggi anche: Tatuaggi, guida per non avere problemi

 

Le conseguenze dell’Epatite C

Le principali conseguenze  sono la cirrosi epatica, i tumori al fegato, i trapianti di fegato, l’AIDS. Quando diventa cronica può portare alla produzione di varici nell’esofago che se si rompono possono provocare emorragie anche molto gravi.

Inoltre provoca un ingrossamento della milza con conseguente anemia; aumento dei globuli bianchi, ittero, riduzione della funzione urinaria con aumento dell’azotemia e creatinina nel sangue. Infine le sostanze tossiche che il fegato non riesce a smaltire possono andare in circolo nel cervello e determinare gravi menomazioni.

 

Le 3 buone notizie.

L’industria farmaceutica ha prodotto  di recente farmaci in grado di curare l’Epatite C e ciò ha consentito che alla fine del 2016 circa 50 mila persone affette dalla patologia in misura grave, potessero essere curate.

Ebbene le tre buone notizie sono  le seguenti:

  1. I prezzi d i un ciclo di terapia  (della durata dalle 8 alle 12 settimane), che al Servizio Sanitario nazionale costa intorno ai 30 mila euro e che sul mercato arriva  a costare anche 50-60 mila euro, stanno drasticamente calando grazie alla concorrenza ed alle contrattazioni con l’industria;
  2.  le nuove molecole del farmaco consentono di curare meglio i malati con successi fino al 100%, cioè alla guarigione;
  3. i tempi : le terapie oggi consentono guarigioni in un periodo di tempo inferiore alle 12 settimane e dunque si risparmiamo denari che possono essere usati per curare altri pazienti.

 

Leggi  anche: Il caffè protegge il fegato dai danni dell’epatite C

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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