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Farmaci da banco, in certi casi è meglio di no

Quando i medicinali senza ricetta sono inutili, non necessari o dannosi

I farmaci da banco sono molto utili e hanno tanti vantaggi. Contribuiscono a risolvere tanti frequenti problemi di salute (pensiamo per esempio agli antidolorici e agli antinfiammatori non steroidei Fans), non appesantiscono il Servizio sanitario nazionale, nella stragrande maggioranza dei casi sono adatti a tutti e non creano problemi particolari.
Ci sono però delle situazioni in cui anche alcuni di questi – e soprattutto tanti altri prodotti che troviamo sul bancone in farmacia o parafarmacia – non sono proprio così necessari. Talvolta, magari, perfino inutili. Nei casi estremi, addirittura controproducenti. Vediamo qualche esempio.

Farmaci da banco in gravidanza
Non tutti i medicinali di automedicazione sono adatti alle donne in gravidanza. Non ci sono certezze scientifiche, soprattutto perché – per ovvi motivi – non è consentita la sperimentazione di farmaci su donne incinte. Ma studi epidemiologici permettono di attribuire ai medicinali un diverso livello di sicurezza. Sulla base di questo, i medici tendono per esempio a sconsigliare l’acido acetilsalicilico nei nove mesi, oppure di sostituire un antidolorifico e antinfiammatorio come la nimesulide con l’ibuprofene: in entrambi i casi, in assenza di una sufficiente documentazione scientifica, si preferisce la soluzione più certa per evitare anche il minimo rischio potenziale per il feto.

Farmaci da banco contro tosse e raffreddore nei bambini
I classici malanni da raffreddamento che colpiscono i bambini – tosse, raffreddore – non vanno d’accordo con i farmaci di automedicazione. Diverse evidenze scientificano mostrano come sciroppi e decongestionanti possono provocare più danni che benefici, sotto forma di effetti collaterali.

Pillole per dimagrire
Molti prodotti che promettono di far perdere peso non sono sottoposti agli stessi rigidi controlli previsti per farmaci che hanno lo stesso obiettivo, ma richiedono invece la prescrizione medica. Non solo: al momento non c’è una sufficiente letteratura scientifica che dimostri l’effettiva efficacia e la sicurezza di questi integratori dietetici. Quindi, molto meglio, per dimagrire, ricorrere a metodi più sani e sicuri: una dieta varia ed equilibrata unita ad attività fisica.

Prodotti che stimolano la ricrescita dei capelli
Chiariamo subito una cosa: shampoo, balsami, fiale di vitamine o siero che sostengono di poter stimolare la ricrescita dei capelli, non sono altro che prodotti cosmetici. Dunque, non in grado di far tornare a crescere il capello. Per i farmaci ad hoc, invece, va sempre consultato uno specialista dermatologo.

Dentifrici sbiancanti
Per quanto un dentifricio possa assicurarlo sulla confezione, non potrà mai sbiancare davvero i vostri denti. Il motivo? Semplice: non contiene al suo interno il perossido di idrogeno, la sostanza cioè capace di restituire il bianco al sorriso; ma solo un abrasivo in grado di agire sulle macchie (non restituisce brillantezza al dente, quindi) per giunta col rischio di indebolire lo smalto. Meglio essere prudenti: chiedete sempre prima al dentista di fiducia. 

Creme anticellulite
Non pensiate che semplicemente stendendo una crema, gli odiati cuscinetti spariranno. Per le sue caratteristiche particolari, la cellulite non può essere eliminata soltanto con un trattamento locale (come una crema) o preparati da iniettare sotto pelle. Insomma, non scambiate una crema anticellulite per un farmaco: è soltanto un cosmetico, un prodotto per la cura della persona. Può aiutare, dal punto di vista estetico, ad attenuare i sintomi della cellulite. Ma di certo non può farla scomparire”.

Integratori vitaminici
Molti di noi pensano che assumendo tanta vitamina C si prevenga il raffreddore, si abbassi il rischio di cancro e tanto altro ancora. Ebbene: sbagliano. E di grosso. La comunità scientifica internazionale ha ormai appurato che i supplementi vitaminici non solo sono sostanzialmente inutili (naturalmente se si è in condizioni normali di salute), ma possono anche fare guai: un eccesso di vitamina E, per esempio, può rivelarsi tossico per l’organismo. Insomma, sì alle vitamine, ma solo quelle che assumiamo attraverso una corretta alimentazione. Di più, proprio non ci serve. E anzi, rischia di farci male.

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Redazione Staibene

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