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Cozze, vongole & Co, a chi sono vietati

Tra le regole di sicurezza per tutti i frutti di mare, si ricorda di non mangiare quelli raccolti personalmente nella sabbia lungo i litorali perché possono essere molto inquinati. Preferibile acquistarli nei supermercati, mercati, pescherie, che devono tenerli al fresco (6 gradi) in attesa della vendita.

I molluschi sono ricchi anche di vitamine come la A e la B, e di sali minerali come calcio, fosforo, sodio. Sono abbastanza digeribili perché non hanno grassi (tranne quelli che aggiungiamo noi durante la cottura) , però contengono colesterolo, soprattutto le cozze. I molluschi e i frutti di mare in genere non possono rientrare nella dieta di tutti. Vediamo nel dettaglio che deve evitarli:

  • i bambini al di sotto dei tre anni;
  • donne in gravidanza e ipertesi per l’alto contenuto di sodio;
  • chi soffre di ipertiroidismo per l’elevato apporto di iodio che può arrivare dai frutti di mare;
  • gli allergici e chi soffre di intolleranze alimentari specifiche. A volte i molluschi provocano disturbi come prurito, chiazze rosse sulla pelle, febbre. Chi li avverte dovrebbe evitare di mangiare il tipo di mollusco che li ha scatenati.  I frutti di mare sono tra gli 8 alimenti che provocano il 90% delle reazioni allergiche su base alimentare;
  • dovrebbe limitarne il consumo anche chi soffre di gotta e uricemia, e disturbi renali.

Le intossicazioni
In genere siamo abituati a mangiare le vongole cotte, mentre le ostriche, e a volte anche le cozze, si mangiano crude. Attenzione! Se non sufficientemente depurate, possono infatti essere portatrici di germi e virus. Il motivo? I frutti di mare filtrano l’acqua per nutrirsi e così facendo accumulano sostanze nocive, come batteri, virus, metalli pesanti.

Redazione Staibene

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