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Fumo, le sigarette artigianali fanno male o no? Ecco la risposta

I ragazzi preferiscono il tabacco sfuso, più economico dei pacchetti tradizionali

Diminuisce il consumo di sigarette in Italia ma aumenta quello delle sigarette fai-da-te o artigianali nella convinzione che facciano meno male delle altre. La notizia, della riduzione del fumo dovrebbe fare piacere. In realtà, non è il segnale di una maggiore coscienza anti fumo nel nostro Paese perché nasconde il dato che parallelamente al calo delle sigarette tradizionali cresce notevolmente il consumo di tabacco sfuso, quello che permette di prepararsi le sigarette da sé (a costi decisamente più bassi). La notizia arriva dalla relazione sullo Stato sanitario del Paese presentata al ministero della Salute.

 

I giovani e il fumo artigianale

Ma quanti sono gli italiani che preferiscono le sigarette artigianali?

Secondo l’Istituto superiore di sanità, il consumo di queste sigarette  in Italia è passato dal 9,6% al 18% dal 2013 al 2014.  Un dato insospettabile, confermato anche dall’aumento delle vendite di tabacchi trinciati, quelli che servono per le sigarette fai-da-te, cresciute di circa il 400% rispetto al 2005.  Secondo l’indagine condotta in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, sono soprattutto i giovani di età compresa tra i 15 e i 20 anni (34,3%) i consumatori di questo tipo di sigarette.

Il fenomeno si inquadra nel più ampio contesto della diffusione del fumo tra i giovani. La Global Youth Tabacco Survey ha evidenziato che il 46% degli intervistati (ragazzi di 13, 14 e 15 anni), ha fumato almeno una volta nella vita e il 92% di questi ha dichiarato che i rivenditori non si sono mai rifiutati di vendere loro le sigarette, nonostante il divieto di vendita ai minori di 16 anni.

In generale si stima che nel 2010 le vendite di sigarette si siano ridotte del 2,4% rispetto al 2009 a fronte di un ulteriore notevole aumento (+32,7%) delle vendite del tabacco trinciato a costo inferiore delle sigarette, particolarmente “appetibile” per i giovani consumatori.

 

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Le sigarette fai-da-te

Premesso, dunque. che sono soprattutto  i giovani ad aver preso l’abitudine di prepararsi le sigarette fai-da-te arrotolando il tabacco nelle cartine apposite,  il Ministero della Salute indaga se questo tipo di fumo fa  male  in misura uguale, minore o superiore al fumo tradizionale con le sigarette già confezionate. Questione di rilevanza non trascurabile se si pensa che i giovani di oggi sono gli adulti di domani dei quali dovrà prendersi cura il Servizio Sanitario Nazionale.

Per sapere se il danno potenziale del fumo artigianale è maggiore o minore delle sigarette di marca bisogna intanto  capire di cosa si tratta e precisare che per produrre una sigaretta occorrono il filtro (anche se non essenziale) e il tabacco sfuso.

Presso qualsiasi tabaccaio è possibile trovare tutto ciò che occorre.La qualità di queste componenti può accrescere il danno del fumo che comunque è c’è.

Esistono due tipologie di cartine:

  1. Cartine trattate: sono quelle sbiancate attraverso processi chimici: densità consistente e spessore medio, alto, sono bianche, molto simili a quelle delle sigarette già confezionate da cui  si differenziano  principalmente per la lunghezza.
  2. Cartine trasparenti: sono più sottili rispetto alle  precedenti e di consistenza leggera.

Le differenze tra i due tipi è che bruciano diversamente. Le “trattate” sono definite auto-comburenti in quanto anche non aspirando la sigaretta brucerà da sola. Le “trasparenti” si spengono se non si aspira.

Il gusto poi cambia radicalmente perchè le cartine bianche hanno un sapore più mite e leggero ma anche più naturale, mentre quelle trasparenti hanno un sapore più acre e un retrogusto più amaro.

 

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Prevalgono i vantaggi o gli svantaggi?…

(segue)

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Redazione Staibene

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