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Gambe sempre stanche? Non sottovalutarle

Impara a risolvere uno tra i più comuni disturbi del sonno

Gambe pesanti. Notti difficili, sonno disturbato da continui risvegli per colpa delle gambe che si gonfiano, diventano pesanti e proprio non ne vogliono sapere di star ferme. Di che cosa stiamo parlando? Della “sindrome delle gambe senza riposo” (in inglese, Restless Legs Syndrome)”. Un malessere che secondo il professor Ignazio Marino, specialista di fama prestato alla politica, già direttore della Divisione trapianti e chirurgia epato-biliare del Thomas Jefferson University Hospital e professore di chirurgia al Jefferson Medical College della Thomas Jefferson University (Usa), “colpisce circa il 10-15% della popolazione e tuttavia viene spesso ignorata e non diagnosticata. E pensare che questo problema delle gambe pesanti rappresenta la seconda o terza causa più comune di disturbi del sonno".

L’importanza del medico
Per diagnosticare, dal semplice sintomo delle gambe pesanti, la sindrome delle gambe senza riposo serve l´aiuto del medico generale, perché i sintomi variano da paziente a paziente. Quali sono i più comuni? “Una sensazione di fastidio agli arti inferiori”, prosegue Marino, “solletico, formicolio, sino al dolore vero e proprio. Tutti elementi che con il passare del tempo provano profondamente l´equilibrio psicofisico di chi ne soffre, provocando ansia, insonnia, depressione, affaticamento. L´inarrestabile bisogno di muovere gli arti sembra l´unico modo con cui il paziente riesce ad alleviare questo strano corredo sintomatologico".

Da cosa dipende
Il disturbo delle “gambe sempre stanche” dipende da un disordine del sistema nervoso centrale di origine sconosciuta, “ma la frequente presenza di familiarità ne suggerisce un´origine genetica”, spiega Marino. “Esistono anche forme collegate a disordini del metabolismo del ferro, insufficienza renale, lesioni neurologiche o terapie farmacologiche.

I sintomi della sindrome delle gambe senza riposo
La diagnosi della sindrome è clinica: sta alla valutazione diretta del medico, insomma, individuare il problema. “Non esistono accertamenti diagnostici specifici”, aggiunge Marino, “se non quelli necessari per escludere la presenza di una RLS secondaria”.

Per essere certi di essere di fronte alla "sindrome delle gambe senza riposo", il medico dovrà valutare se compaiono quattro elementi caratteristici, perché solo la contemporanea presenza di questi quattro elementi permette di fare una diagnosi certa:

  1. un desiderio impellente di muovere le gambe spesso associato a formicolii o alterazioni della sensibilità;
  2. i sintomi vengono esacerbati dal riposo e dall´inattività;
  3. i sintomi scompaiono parzialmente o totalmente con il movimento;
  4. i sintomi compaiono o peggiorano durante il riposo notturno e l´inattività.

Come si cura
Una volata accertata la malattia come si può curare? "La terapia oggi si avvale, con ottimi risultati, prevalentemente di farmaci dopamino-agonisti. Talvolta, nei casi più complessi, di oppioidi”, dice Marino. “Il farmaco va assunto 1 o 2 ore prima del momento in cui solitamente compaiono i sintomi e il beneficio in genere è immediato: se ciò non avviene, la posologia va adattata in modo crescente in base ai risultati terapeutici ottenuti”.
“Nel caso in cui non si registri risposta terapeutica con il farmaco dopamino-agonista di prima impiego alla sua massima dose, è indispensabile variare la scelta farmacologica. Il trattamento di pazienti complessi, particolarmente compromessi sotto il profilo psichico e/o psicologico non può che essere affrontato di concerto con il neurologo”.

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Redazione Staibene

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