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Gravidanza, mai stare troppo in piedi

Può avere conseguenze dannose, rallentando la crescita del feto

Durante i nove mesi di dolce attesa, la futura mamma dovrebbe cercare il più possibile di evitare di restare in piedi a lungo. In gravidanza, infatti, è necessario prendersi delle pause frequenti e sedersi o sdraiarsi, in modo da evitare rischi al nascituro: uno studio appena pubblicato dimostra infatti che restare in piedi per troppe ore, può rallentare la crescita del feto.

Lo studio
Secondo una ricerca realizzata dal team di Alex Burdorf, del Department of Public Health all´Erasmus University Rotterdam (in Olanda) e pubblicata sulla rivista scientifica "Occupational and Environmental Medicine", stare in piedi per molto tempo può rallentare la crescita del feto. Tanto che i bebè hanno una circonferenza cranica di circa 1 cm inferiore alla media. In ogni caso però, tranquillizzano i ricercatori, la salute del piccolo alla nascita non ne risente.
Il lavoro è stato condotto seguendo 4.680 donne per tutta la gravidanza. Circa quattro donne su dieci in dolce attesa facevano lavori che le costringevano a passare otto ore al giorno in piedi: come la parrucchiera, la commessa o l´operatrice dell´infanzia.

Altri risultati
"Il nostro è il primo studio che ha indagato sull´influenza di questo comportamento materno sulla crescita fetale", ha spiegato Alex Burdorf. "Non siamo stati sorpresi dal fatto che la testa dei bebè è più piccola se le madri stanno molto in piedi per lavoro, ma ci ha sorpreso scoprire che si tratta di un effetto comunque modesto".
La ricerca ha anche mostrato che lavorare fino a 36 settimane di gravidanza non ha impatto su peso del bebé alla nascita, sulle dimensioni del piccolo o sui parti prematuri. Inoltre, al contrario di altre ricerche, si è visto che sollevare pesi per lavoro non ha avuto effetti negativi sulla gravidanza.
Burdorf spera che la sua ricerca possa aiutare le lavoratrici. "Forse, se una donna in gravidanza è costretta a stare in piedi per molte ore a causa del suo lavoro, potrebbe parlarne con il proprio datore di lavoro, chiedendo di fare qualche cambiamento, almeno nell´ultimo trimestre".

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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