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I disturbi dissociativi della personalità

Le patologie di questo gruppo sono caratterizzate da profonde alterazioni di memoria, coscienza, identità e percezione della realtà

I disturbi dissociativi della personalità

I disturbi dissociativi della personalità codificati dalla psichiatria sono quattro: amnesia dissociativa, fuga dissociativa, disturbo di depersonalizzazione, disturbo dissociativo d’identità.

La loro caratteristica comune è di apportare profonde alterazioni di memoria, coscienza, identità e percezione della realtà. Chi ne è colpito può essere incapace di rievocare eventi importanti della sua esistenza, oppure può dimenticare per un periodo di tempo la propria identità o arrivare ad assumerne una nuova; può allontanarsi dai luoghi dove abitualmente risiede.

La diagnosi non è cumulativa ma riguarda un disturbo alla volta benché tali disturbi possano presentarsi contemporaneamente nello stesso paziente. Generalmente si parte con la diagnosi del disturbo dissociativo d’identità, seguito da fuga dissociativa, amnesia dissociativa e depersonalizzazione.

Amnesia dissociativa

Le definizioni dell’Amnesia dissociativa sono molte ma tutte convergenti:

“E’un buco nero nell’attenzione, una fase in cui si è proiettati anzichè su quello che si sta facendo, su ciò che si dovrà fare successivamente. Ciò fa si che la mente memorizzi un’ azione come già fatta, mentre così non è ma non ce ne ricordiamo” – sostiene la psicologa e psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico descrive l’Amnesia dissociativa.

“È una lacuna retrospettiva nella memoria, un vero e proprio “buco” che si forma nei nostri ricordi, una perdita completa delle nozioni del tempo e del ricordo, legata solitamente a eventi traumatici o a un forte stress. Un disturbo per fortuna raro, anche se il numero di diagnosi è cresciuto molto negli ultimi anni, soprattutto oltreoceano” – spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano.

L’amnesia dissociativa è caratterizzata dalla presenza di almeno un episodio d’incapacità nel ricordare dati personali importanti, generalmente in seguito ad eventi traumatici o stressanti; questa incapacità risulta troppo estesa per poter essere spiegata come un normale episodio di dimenticanza, e non si manifesta nel corso dell’evoluzione di un’altra patologia, come fuga dissociativa o disturbo post traumatico da stress (vedi disturbi d’ansia). Per essere diagnosticata, essa non deve essere causata dall’uso di sostanze, da una condizione medica generale o da disturbi neurologici; inoltre, deve causare disagio significativo, causare disturbo alla vita sociale o lavorativa del soggetto, o ad altre aree esistenziali importanti. Il più delle volte l’amnesia riguarda tutti gli eventi accaduti in un certo lasso di tempo; più raramente l’amnesia si può manifestare sotto forma di:

  • amnesia continua: l’episodio di perdita di memoria si protrae per lungo tempo o riguarda un periodo di tempo esteso;
  • amnesia generalizzata: l’amnesia riguarda l’intera vita del soggetto;
  • amnesia selettiva: l’incapacità riguarda soltanto alcuni degli eventi avvenuti in un certo periodo di tempo.

Durante l’episodio di amnesia dissociativa il comportamento del soggetto è normale, ad eccezione del disorientamento che essa può provocare, e che può portare la persona a vagare senza meta: essa non è in grado di riconoscere persone normalmente conosciute, ma mantiene intatte le sue capacità (ad es. leggere e scrivere), e le conoscenze già acquisite, culturali e sociali. Solitamente, l’amnesia termina improvvisamente, così come si è presentata, e il soggetto recupera completamente la memoria. Le possibilità di ricaduta sono rare.

Fuga dissociativa

La fuga dissociativa  è il secondo più diffuso disturbo dissociativo della personalità.

Per la sua caratteristica misteriosa è il più rappresentato nelle pellicole o nelle fiction televisive, soprattutto nella rappresentazione della persona che in seguito ad un  evento traumatico per la psiche, dimentica tutto di sé e del suo passato.

Si manifesta attraverso un allontanamento inaspettato e improvviso dai luoghi in cui la persona risiede abitualmente, accompagnato dall’incapacità di ricordare il proprio passato; in questo disturbo la perdita di memoria risulta dunque più estesa rispetto al precedente. Il soggetto presenta confusione circa la propria identità, e può assumerne una nuova, iniziando una vera e propria nuova esistenza, dotata di caratteristiche proprie (un nome diverso, un diverso impiego, differenti contatti sociali e così via).

Gli episodi di fuga dissociativa si manifestano generalmente in seguito ad un episodio traumatico o stressante; essi possono avere una durata variabile, passando da uno spostamento temporalmente e geograficamente limitato ad un allontanamento più consistente (ed è questo il caso in cui viene assunta una nuova identità).

Il recupero di memoria è in genere completo, benché i suoi tempi siano ampiamente variabili, ma permane l’incapacità del soggetto di ricordare gli eventi accaduti durante la fuga.


Depersonalizzazione

La depersonalizzazione  è il secondo più diffuso disturbo dissociativo della personalità.

La persona presenta una grave alterazione della percezione o dell’esperienza di sé: con questo disturbo si intende un’esperienza ricorrente di sentirsi estraneo, osservatore esterno dei propri processi mentali o del proprio corpo.

Queste esperienze causano disagio significativo e menomazione dell’esistenza; può succedere che la persona si percepisca come un meccanismo, come se lei stessa e gli altri fossero degli automi, oppure può avere l’impressione di vivere in sogno, al di fuori della realtà quotidiana.


Disturbo dissociativo dell’Identità

Il disturbo dissociativo di Identità è il terzo più diffuso disturbo dissociativo della personalità.

La persona manifesta almeno due distinte identità o stati di personalità del tutto indipendenti, ciascuno con propri modi costanti di percepire, relazionarsi e pensare nei confronti di se stesso e dell’ambiente. Essi emergono e si manifestano assumendo ricorrentemente il controllo della persona in tempi diversi, e spesso accade che un’identità non abbia memoria dell’altra, non sia quindi cosciente dell’esistenza dell’altra e non ne possa serbare alcun ricordo.

L’identità primaria, come le altre identità secondarie, sono consapevoli però di avere delle lacune nella memoria e talvolta hanno un sentore le une delle altre. Solitamente le varie personalità sono molto diverse l’una dall’altra, anche opposte, tanto che in una si può arrivare ad essere mancino e nell’altra destro oppure ad essere allergico ai pollini in una ed agli ortaggi in un’altra. Questo disturbo si manifesta nell’infanzia, ma generalmente viene diagnosticato soltanto nell’adolescenza; è più importante degli altri disturbi dissociativi e spesso assume la forma di cronicità, precludendo la possibilità di un recupero completo. In genere si accompagna ad altri disturbi della personalità come la depressione, il disturbo borderline di personalità e ed il disturbo di somatizzazione.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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