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I cellulari fanno male? Facciamo chiarezza

Gli effetti delle onde elettromagnetiche dei telefonini

Da quando i cellulari sono comparsi nelle tasche degli italiani, non si è fatto che parlare della loro sicurezza per la salute: le onde elettromagnetiche che ricevono e trasmettono fanno male o sono ininfluenti per l’organismo?
Sull’argomento sono stati condotti decine di studi scientifici in tutto il mondo, spesso dai risultati contrastanti: alcuni sostengono la presenza di possibili rischi di tumore, altri la escludono, altri ancora riconoscono l’influenza sull’attività cerebrale o ammettono l’impossibilità di risolvere il dubbio. Addirittura il Centro internazionale di ricerca sul cancro dell´Organizzazione mondiale della sanità ha appena inserito i cellulari nell´elenco degli oggetti "potenzialmente cancerogeni" (che però include anche il caffè).


L’ultimo parere

L’ultimo studio in ordine di tempo si deve all’Autorità francese per la salute pubblica (Anses), secondo cui l’esposizione alle onde elettromagnetiche di cellulari e wi-fi può provocare solo modificazioni biologiche sul corpo, ma non danni alla salute. Il parere è stato formulato da un gruppo di 16 esperti che per due anni hanno passato in rassegna centinaia di studi scientifici.
Nel documento si spiega la differenza fra effetti biologici – che sono «cambiamenti di ordine biochimico, fisiologico o comportamentale che vengono indotti in una cellula, un tessuto o un organismo in risposta a uno stimolo esterno» – ed effetti sanitari, che sopraggiungono «soltanto quando gli effetti biologici superano i limiti di adattamento del sistema biologico».
Nonostante questo, tuttavia, si possono fissare dei punti fermi. Vediamoli.

Le onde elettromagnetiche
Prima che il suo Centro internazionale di ricerca sul cancro non parlasse – seppure in termini di sola potenzialità – di cancro, l’Organizzazione mondiale della sanità ha sempre sostenuto che fino a oggi “non ci sono evidenze convincenti, chiare e dirette” di effetti nocivi a lungo termine delle onde elettromagnetiche emesse dai telefonini. Questo vuol dire che non è stato ancora dimostrato un collegamento tra l’uso del cellulare e lo sviluppo di malattie gravi, a distanza di 10-15 anni. Ma nell’immediato? L’unico effetto scientificamente provato finora è un lievissimo riscaldamento della parte del corpo a contatto con l’apparecchio. Trattandosi della testa, le paure sono legittime: ma l’Istituto superiore di sanità esclude ogni preoccupazione, perché i livelli di energia elettromagnetica emessi dai cellulari sono molto inferiori ai limiti fissati dalle leggi internazionali.

Usare il cellulare per lavoro
Queste rassicurazioni valgono anche per chi del cellulare fa un uso intensivo, magari per lavoro? La risposta è sì, come conferma il dottor Alessandro Vittorio Polichetti, primo ricercatore del Dipartimento di tecnologie e salute dell’Istituto superiore di sanità: “Se proprio ci si vuole sentire tranquilli, si possono individuare alcune ragionevoli precauzioni per ridurre al minimo ogni rischio. Anzitutto usare l’auricolare, facendo attenzione a tenere l’apparecchio lontano dal corpo: non in tasca, ma in mano. Quindi, limitare l’uso del telefonino. A quanto? Impossibile stabilirlo con precisione: può essere utile ridurre un po’ la durata delle chiamate rispetto al solito. Infine, preferire gli sms o mms perché non costringono a tenere il telefonino vicino alla testa.

(Valentino Maimone)

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Redazione Staibene

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