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Salute, ecco di chi si fidano gli italiani

Una ricerca di mercato-test condotta dal sito floridence.info su 10.000 utenti svela di quali medici, tipo di cure e ospedali si fidano i pazienti. Eccoli.

Quando andiamo in Ospedale, dal medico di famiglia, in ambulatorio per fare una lastra o una risonanza che tipo di assistenza pubblica ci aspettiamo? E  che atteggiamento abbiamo verso i sanitari: scettico, fiducioso o accorto?

Per scoprire che pazienti siamo, Staibene ha condotto una ricerca di mercato test che ha coinvolto 10.000 utenti ai quali  sono state inviate 5 domande con risposte on line.

Si voleva indagare  con quali emozioni gli italiani si avvicinano alle cure ospedaliere, in quale figura medica ripongono la loro fiducia, da chi si fanno consigliare quando si tratta di scegliere un medico.

Salute, il Popolo dei fiduciosi pesa quanto il Popolo degli accorti

Ebbene, i risultati  della ricerca mostrano  una realtà  sostanzialmente divisa in due grandi popoli: il popolo dei fiduciosi, fatto di cittadini che si fidano ciecamente del servizio pubblico e del personale sanitario ( il 47%);  ed il popolo degli accorti, quello composto da persone   che  non si fidano totalmente e prima di ricorrere alle cure di un ospedale si informano sulla qualità della struttura sanitaria. 

La polarizzazione dei pazienti in queste due grandi branche lascia solo ad una minoranza il 4,7%   la patente di scettico, cioè di chi, quando deve curarsi in Ospedale, incrocia le dita perchè tanto non è mai tranquillo.

Ciò detto, il  giudizio sostanzialmente positivo sul servizio sanitario nazionale italiano dato dai pazienti  resta maggioranza, anche se  cresce  la componente critica che  lascia dire ad un italiano su 4,come si rileva nello studio che  le cure pubbliche equivalgono a malasanità.

Di quale medico si fidano gli italiani

Quanto precede è il risultato dei profili dei pazienti per definire i quali la ricerca di Staibene.it aveva condotto 5 domande.

In particolare si voleva indagare molto l’ambito della fiducia nei medici, di come si determina e di dove, di conseguenza, noi preferiamo farci operare dal nostro medico di fiducia.

Ebbene   dai risultati esce demolito il luogo comune che sia solo  ed esclusivamente il medico ospedaliero al 100% quello che assicura, nella percezione dei pazienti, la maggior fiducia. Al contrario esce un mix di preferenza per il pubblico ed il privato insieme, perchè il 50% delle risposte indica che lo specialista in cui ha più fiducia è il medico ospedaliero che svolge anche attività privata; del medico ospedaliero al 100% si fidano infatti solo  il 34,1% degli italiani, mentre solo il 15,8% ripone la massima fiducia solo nel medico privato.

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E veniamo ora al punto cruciale. Da chi ci faremmo operare di appendicite o di tonsille o di ernia? E come sceglieremmo l’uomo al quale affidarci?

Innanzitutto si rivela che il passaparola, ovvero  ciò che ci raccomandano amici e parenti, è  il metodo di selezione di gran lunga più praticato dagli italiani ( il 73%), seguito da ciò che passa il servizio sanitario (13,7%) o i medici consigliati dalle assicurazioni private (12,5%).

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Una volta scelto  il medico che ci hanno consigliato amici e parenti, ci fidiamo di farci operare da un medico ospedaliero, ma nella sua veste privata, utilizzando cioè quello che la legge  consente e definisce prestazione intramoenia,  ovvero prestazione privata nelle strutture ospedaliere. Scelgono questa modalità 2 italiani su 3 (il 63%), mentre il 21% sceglie la clinica privata ed il 15% si mostra indifferente.

Quanto vogliamo pagare per le cure sanitarie

Infine il costo. Siamo disposti a pagare per avere cure migliori? Quanto è importante il prezzo? La stragrande maggioranza (il 74,6%) è disposto a contribuire con un ticket ma vuole le cure gratis. E questo forse spiega perchè, nonostante le criticità messe in luce dal monitoraggio dell’indagine Censis Ministero della Salute (sulle liste d’attesa, sul sistema di prenotazione, sui pazienti dimenticati nei reparti senza cure nè visite) gli italiani hanno un giudizio sostanzialmente positivo.

Poichè  non pagano,  ciò che hanno è ben gradito. Ma dimenticano che il fatto che non pagare, non significa che non costi. In tasse e contributi,  per il servizio sanitario nazionale escono dalle tasche dei cittadini oltre 100 miliardi l’anno. Altro che gratis.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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