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Il bambino ad apprendimento ridotto

Cosa bisogna verificare per capire se il proprio figlio è ad apprendimento ridotto

Il bambino ad apprendimento ridotto

Tra i bambini diversi, ce ne sono alcuni con esigenze particolari che hanno bisogno di grande amore, di enorme pazienza da parte dei genitori, i quali possono talvolta sentirsi inadeguati come educatori, specie se il bambino non mostra le stese capacità o abilità o possibilità che gli altri bambini, cosiddetti “normali” mostrano facilmente.

Il bambino diverso  può far parte della categoria dei bambini con apprendimento ridotto, oppure del bambino autistico, oppure del bambino con udito compromesso o può trattarsi di un bambino disabile.

Qui ci occupiamo  invece del bambino con apprendimento ridotto.

 

Come educare un bambino con apprendimento ridotto

Affrontare l’educazione di un bambino ad apprendimento ridotto richiede un particolare e attenta preparazione dei genitori.

Il bambino che presenta fin dalla nascita alcune caratteristiche, ma alcuni genitori le preferiscono ignorare perché ciò rende più facile la vita o perché non vogliono ammettere il fatto che il loro bambino è mentalmente sotto la norma. Se vi scoprite a dirvi una delle seguenti frasi:

  • è un bambino sempre buono e tranquillo, non piange quasi mai;
  • non sembra quasi di averlo;
  • non da mai nessun disturbo;
  • a volte se ne sta immobile nel passeggino e dorme molto;
  • è un bambino d’oro, non da mai fastidio a differenza di suo fratello;
  • è sempre silenzioso, sembra vivere in un mondo suo;
  • ha cominciato a dar segni di vita attorno agli otto mesi, prima non si muoveva quasi.

dovete rendervi conto che vostro figlio ha bisogno di qualche test.

Come capire l’ampiezza del ritardo del bambino

Lo sviluppo di questo bambino è quasi sempre ritardato in ogni settore (fuorché forse nell’imparare a star seduto e a camminare); quasi sempre il primo sintomo è un ritardo nell’osservazione delle cose e nel sorriso. A volte, viene addirittura sospettata la cecità, in quanto il bambino sembra non avvertire ciò che avviene intorno a lui. Questo bambino può essere tardo nel rispondere ai suoni, anche se ai test dell’udito in genere risulta normale. A volte è tardo nell’imparare a masticare, ciò che può portare a difficoltà di ingerimento di cibi solidi o agrumi. Alcune fasi obbligatorie durano più a lungo di quanto dovrebbero; ad esempio il riflesso prensile può continuare anche dopo i tre mesi e l’osservazione delle mani può prolungarsi fino a 20 settimane. Analogamente, i bambini ritardati portano alla bocca tutti gli oggetti più a lungo dei bambini normali che lo fanno soltanto dai sei ai dodici mesi. Il bisogno di far cadere oggetti dal passeggino, di lanciarli, finisce di solito verso i 16 mesi, ma può continuare più a lungo nei bambini ritardati. Un bambino mentalmente lento può sbavare ancora a 18 mesi , mentre avrebbe dovuto smettere all’età di un anno. La mancanza di concentrazione e di interesse è tipica del bambino ritardato così come l’iperattività priva di scopo. Quest’ultima può non comparire per un certo tempo e bambini che dormivano troppo da piccolissimi subiscono una notevole trasformazione e sono ora incapaci di concentrarsi e passano da un’attività all’altra, magari spostandosi fisicamente nella stanza, fugacemente interessati a molte piccole cose, ciò che può portare a un’attività frenetica, molto difficile da arginare e razionalizzare. E’un fenomeno che si manifesta soprattutto nei bambini autistici. Per mancanza di una definizione, alcuni bambini difficili ma completamente normali sono detti iperattivi. La parola “iperattivo”è un termine un tempo usato per descrivere bambini che hanno Disordine da Deficit di Attenzione e Disordine da iperattività per Deficit di Attenzione – comportamenti che includono atteggiamenti distruttivi, attenzione scarsa e breve, insonnia ed eccitabilità. Contrariamente a quanto i genitori credono, certi sapori e colori del cibo non contribuiscono all’iperattività e la sensibilità dei genitori stessi può migliorare il comportamento di molti bambini che risultano anormali o seri o necessitano trattamento medico.

Un aiuto per voi e per lui

Non c’è dubbio che un bambino ritardato possa venire aiutato già in età assai precoce dai genitori, innanzitutto con l’amore e la carica affettiva, poi stimolandolo e sollecitandone l’interesse, prestandogli una costante attenzione, offrendogli assiduamente lo stimolo di canzoni, della conversazione, di libri, giochi e giocattoli formativi e didattici idonei. Un ambiente globalmente vivace, basato sull’ascolto, sulla discussione e sulla continua proposizione di domande e risposte aiuterà il bambino a raggiungere il suo pieno potenziale. Ciò è confermato da uno studio meticoloso sui programmi d’intervento negli infanti, condotto da Craig Ramey nel Nord Carolina, negli anni ottanta. I piccoli considerati nello studio, provenienti da famiglie poverissime le cui madri avevano bassi Q.I., sono stati coinvolti in programmi day care di otto ore al giorno, per cinque giorni alla settimana. (Ciò non significa che il vostro bambino debba ricevere un trattamento di questa intensità, ma vuole semplicemente mostrare gli effetti di un programma formativo.) I bambini hanno partecipato al programma dall’età di 12 settimane fino ai cinque anni, quando sono passati all’asilo, in una scuola normale. Il programma era stimolante e veicolato da un approccio emozionalmente affettuoso, per ricreare il più fedelmente possibile quel tipo di ambiente familiare che aiuta lo sviluppo dei bambini. C’era poi un gruppo di controllo dello stesso background, che cresceva in casa, non veniva sottoposto allo stesso programma formativo, bensì curato soltanto con integratori alimentari e trattamento medico. I risultati non consentivano dubbi. I bambini del day care presentavano notevoli miglioramenti del Q.I. rispetto al gruppo di controllo allevato a casa senza programmi formativi. Inoltre, la differenza fra i due gruppi rimase significativa anche dopo altri diciotto mesi in cui entrambi frequentarono corsi di scuola regolare. Questi risultati non stanno a significare che il ritardo mentale possa venire curato semplicemente somministrando ai bambini, nell’infanzia dosi massicce di formazione particolarmente stimolante, bensì che la capacità intellettuale dei bambini che partono svantaggiati può aumentare se vengono forniti stimoli più ricchi. Il senso degli esiti di queste ricerche, è che i genitori con figli che hanno capacità mentali leggermente inferiori a quelle dei loro compagni possono risultare d’aiuto soltanto se forniscono in casa fin dalla prima infanzia un ambiente che punti notevolmente all’arricchimento e all’incentivazione affettuosa dei processi evolutivi più o meno minacciati dei loro bambini. Ancora una volta, il ruolo dei genitori diviene il fulcro dell’intero processo formativo e anche in questi più “delicati” casi, la consapevolezza e preparazione dei genitori è al centro della questione.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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