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Il disturbo evitante della personalità

E’ caratterizzato da inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, estrema sensibilità a valutazioni negative

Il disturbo evitante della personalità

Il disturbo evitante di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato da uno schema di comportamento penetrante di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, estrema sensibilità a valutazioni negative nei propri confronti e la tendenza a evitare le interazioni sociali.
Le persone affette da disturbo evitante di personalità spesso si considerano socialmente incapaci o non attraenti a livello personale ed evitano le interazioni sociali per timore di essere ridicolizzati, umiliati od oggetti di antipatie. Tipicamente, si presentano come persone che amano stare da sole e riferiscono di sentire un certo senso di estraniazione dalla società.

Chi e quando colpisce
Il disturbo evitante della personalità è di solito osservato all’inizio dell’età adulta, ed è associato ad un certo senso di “rigetto” effettivo o percepito dal genitore o dai coetanei durante l’infanzia.
Se il sentimento di rigetto sia dovuto al severo monitoraggio dei comportamenti interpersonali attribuito alla gente affetta dal disturbo, è cosa ancora da dimostrare.

I sintomi
Il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” dell’American Psychiatric Association, un manuale largamente utilizzato per la diagnosi dei disturbi mentali, classifica il Disturbo evitante di personalità tra i disturbi di personalità del Cluster C, definendolo come un “quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, ipersensibilità a valutazioni negative, che compare entro la prima età adulta, ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

  • Evita attività professionali che implicano significativi contatti personali, a causa di timori di critiche, disapprovazioni o rifiuti;
  • È riluttante a coinvolgersi con la gente a meno di avere la certezza di essere accettati;
  • Mostra ritegno all’interno di relazioni intime a causa del timore di essere deriso o ridicolizzato;
  • È preoccupato di essere criticato o rifiutato in situazioni sociali;
  • È inibito nelle nuove situazioni interpersonali a causa di sensazioni di inadeguatezza;
  • Vede se stesso come socialmente incapace, non attraente a livello personale o inferiore agli altri;
  • È insolitamente riluttante a intraprendere rischi personali o di impegnarsi in qualsiasi nuova attività perché può provare imbarazzo.

Il disturbo evitante di personalità è spesso confuso con il disturbo antisociale di personalità; in realtà si tratta di un errore assolutamente da non commettere in quanto, in termini clinici, il termine “antisociale” denota sociopatia, non inibizioni sociali.

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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