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Il bimbo piange? Una ricerca universitaria ha trovato la soluzione

Meglio non confortarlo subito, in modo che si calmi da solo

Buone notizie per i genitori insonni, vittime di quella terribile ed a volte inesplicabile situazione in cui il bambino piange e non si sa che fare.

Invece di affannarsi a intervenire subito, cercando di confortare il bebè (ma nello stesso tempo privandosi del sonno, interrotto da lacrime e strilli anche più volte nel corso della notte), è molto più utile lasciarlo piangere, finché non si calma da solo.

Lo sostiene una ricerca australiana, che con tutta probabilità desterà non poche perplessità tra i genitori più apprensivi: davvero dovrei lasciare mio figlio disperarsi, cercando di dormire come se nulla fosse?

 

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Prima regola: il pianto controllato

E invece sarebbe proprio questa la soluzione del problema. Ogni tanto (non sempre) dovreste lasciarlo piangere e far sì che si calmi da solo. Solo adottando particolari tecniche come quella del “pianto controllato”, spiegano infatti gli studiosi, voi (e soprattutto lui) riuscirete a riposare e ad avere più energia al mattino successivo.

Il meccanismo è abbastanza semplice: la prima notte se il bimbo piange bisogna aspettare due minuti prima di correre a confortarlo, la seconda cinque, la terza dieci e così via. Fino a che non imparerà a calmarsi da solo e a riaddormentarsi.

 

Seconda regola: il “camping out”

C´e anche una seconda regola, quella del “camping out”: per tre notti bisogna posizionare una sedia accanto al lettino del bambino, accarezzandolo fino a che non si addormenta; poi si deve iniziare lentamente ad allontanarsi, non parlandogli e non giocando con lui fino a che non prende sonno.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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