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Il cancro al polmone è in continua crescita

Il big killer uccide più dei tumori al colon, al seno e alla prostata insieme

Il tumore al polmone è molto più di uno spauracchio. È un killer vero. I numeri parlano per lui: responsabile di quasi il 30% di tutti i decessi per cancro nel mondo, uccide più delle forme di tumore al colon, al seno e alla prostata messi insieme. In Italia sono 45 mila i casi previsti per il 2020, che diventeranno 51.500 nel 2030.
Eppure, nonostante queste cifre, di tumore al polmone continua a parlarsi poco. I pazienti vengono "colpevolizzati", togliendo alla diagnosi la piena compassione che circonda altre forme tumorali. Non solo: i fondi destinati alla ricerca di soluzioni per il tumore al polmone sono meno cospicui di quelli per altre tipologie di malattie oncologiche, nonostante i dati americani sull´incidenza ci dicono che una donna su 16 e un uomo su 13 svilupperanno nel corso della loro vita questo tipo di tumore.

Le dimensioni del problema
"La sua incidenza è in costante aumento e il numero di diagnosi ogni anno sfiora i 40 mila di cui tre quarti sono uomini e un quarto donne", spiega Giorgio Vittorio Scagliotti, professore di Oncologia Medica e Direttore del Diparimento di Oncologia dell´Università di Torino. "Si tratta dell´11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale e, più in particolare del 15% di queste nei maschi ed il 6% nelle femmine. Si calcola che un uomo su 9 e una donna su 35 possa sviluppare un tumore del polmone nel corso della vita".
Il carcinoma polmonare (secondo le stime dell´Istituto Superiore di Sanità) è in diminuzione fra gli uomini e in aumento fra le donne; in particolare fra le donne è notevolmente aumentata sia la mortalità (fra il 1970 e il 2002 il tasso di mortalità è quasi raddoppiato) che l´incidenza.

Tra le donne la mortalità per tumore legata a questa forma di malattia oncologica è prevista salire del 7% ed è aumentata l´incidenza passando dal 12.6 ogni 100 mila individui del 2007 al 13.4 ogni 100 mila persone  nel 2012, arrivando a toccare quella del tumore al seno.

Le cause, le speranze
"Il nuovo modo di aspirare più profondamente le sigarette leggere o light ha aumentato, infatti, la concentrazione di fumo alla base dell´albero bronchiale dove insorge tipicamente l´adenocarcinoma", ha aggiunto l´esperto.
In uno scenario difficile alcuni buoni segnali vengono dall´innovazione terapeutica che sta portando sempre maggiori risultati sulla sopravvivenza. "Nell´arco degli ultimi dieci anni, quindi, l´aspettativa di vita in termini di durata e di qualità, dal momento della diagnosi, si è innalzata molto per questi pazienti. Ma si può fare ancora tanto sia per quanto riguarda le terapie che il supporto assistenziale al malato", conclude Scagliotti.

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Redazione Staibene

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