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Il malato immaginario? Non esiste

Psichiatri concordi: l’ipocondria è un falso mito. Al massimo, può essere un segnale di depressione

Quelli che mettono mano alle medicine al primo, vaghissimo malessere. Quelli che non si separano dal loro kit di pronto soccorso neanche sotto tortura. Quelli che basta parlare di influenza, che già si sentono addosso qualche linea di febbre… E’ il popolo degli ipocondriaci, i malati immaginari. Alzi la mano chi non ne conosce almeno uno. C’è chi li considera semplicemente dei buontemponi, chi degli psicopatici. Ed è proprio questo il dubbio chiave: l’ipocondria esiste? E soprattutto, può essere considerata una vera e propria malattia psicologica?

Spia di depressione

Dolori inspiegabili, ansia, desiderio di isolamento, convinzione di essere afflitti da terribili malattie. Sono le caratteristiche di una figura celebrata da letteratura e teatro: il malato immaginario. Una figura, però, che secondo gli psichiatri non corrisponde alla realtà.
“Il malato immaginario non esiste”, spiega Mauro Mauri dell´Università di Pisa. “Nessuno inventa un dolore o una malattia per il gusto di farlo. Si può simulare, ma solo per averne un tornaconto, come un rimborso da un´assicurazione. I mali fisici inspiegabili, pero, non si fingono senza motivo. Anzi, spesso sono l´unica spia di un disturbo diverso, soprattutto la depressione”.
Se, dunque, qualcuno può amplificare sintomi fisici, anche questo comportamento, come quello dell´ipocondriaco, cela sempre una sofferenza psichica. Che, nei casi più estremi, può sfociare nel dramma: “Tanto che non sono rari”, sottolinea Mauri, “i suicidi inspiegabili di persone depresse, che si erano convinte di avere un tumore in preda a un delirio ipocondriaco”.

Mai minimizzare
Compito del medico non è quello di minimizzare, ma di arrivare all´origine del problema. “Il dolore non è mai immaginario”, aggiunge lo psichiatra, “e viene amplificato dalla depressione”.
L´ipocondriaco a caccia di disturbi inventati, gli fa eco Riccardo Torta dell´Università di Torino, può essere un depresso che rifugge dallo stigma che ancora circonda le malattie mentali. “E le spie fisiche di una sofferenza psicologica sono molte, il mal di schiena di origine psicosomatica, la cefalea nucale che colpisce gli studenti sotto stress, o i crampi addominali spesso legati ad ansia e depressione”.

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Redazione Staibene

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