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Il mestiere di papà? Si può imparare…

I 4 ruoli di papà più diffusi sono il papà assente, il papà-mamma, il papà amicone e il padre-padrone. Ecco come scoprire quello adatto ai giorni nostri.

Se è vero che il mestiere di mamma è innato, quello del papà si può imparare.
Il fatto è che fare il papà di questi tempi è sempre più complicato per 2 motivi: da un lato cambiano i ruoli nella coppia per la maggiore consapevolezza della donna-mamma che spesso lavora; dall’altro si rafforza la spinta dal basso dei figli per i quali l’viene sempre più spesso dall’esterno della famiglia (gli amici, la scuola, la televisione, il web..).

E dunque qual è il modello giusto di fare il papà?
Qui ne indichiamo 4: il papà assente, il papà-mamma, l’amicone e il padre-padrone. individua il modello che ti è più vicino e poi scopri quello giusto leggendo l’intervista all’esperto.

Il papà assente

Se siete di quelli che mettono sempre il lavoro al posto, anche nel fine settimana. E quando avete un minuto libero, preferite andare alla partita piuttosto che stare con vostro figlio. Se non vi piace giocare e dialogare con lui e tendete a scaricare su vostra moglie le responsabilità, trovando tutte le scuse per non aiutare vostro figlio nello studio o accompagnarlo in piscina. Se siete così, siete un papà assente.

Un papà assente può causare danni seri ai propri figli. Questi cercano in tutti i modi di farsi notare dai genitori, arrivando a compiere gesti plateali, per esempio incappare di proposito in una bocciatura. Possono anche presentare piccoli disturbi (la paura del buio o il rifiuto del cibo), per segnalare il bisogno di essere accuditi dal papà. In mancanza di una figura forte di riferimento in casa, cercano altrove, all’esterno, un carismatico.

Come migliorare? Provate a dedicare a vostro figlio anche pochi minuti al giorno: scoprirete quanto siano preziosi. Non siate avari del vostro tempo e puntate alla qualità: pochi istanti a parlare sono più preziosi di un’ora passata assieme davanti alla Tv.

Il papà che è anche mamma

Iperprotettivo, onnipresente, a volte un po’ oppressivo, non vi rassegnate all’idea che vostro figlio stia crescendo. Così pretendete di condizionare tutte le sue scelte, di accompagnarlo quando esce con gli amici, di mettere bocca su quello che fa e sui vestiti che indossa. Anche a rischio di vederlo sbuffare e di sentirlo dire che per lui la casa è come una prigione.

Un atteggiamento come il vostro rischia di far crescere vostro figlio pieno di insicurezze, incapace di camminare con le sue gambe lungo il difficile sentiero della vita. Il bambino maschio ha necessità di come tale, pena la corretta evoluzione della sua futura identità sessuale e della sua personalità. E neppure la femmina ha bisogno di due mamme: in voi cerca una solida guida da consultare ogni volta che ne sente il bisogno.

Che fare? Non sovrapponetevi a vostra moglie: il bambino deve essere consapevole che in famiglia i ruoli non sono intercambiabili. Che poi siate voi a lavare i piatti e lei a cambiare le lampadine, poco importa: è sul piano emozionale e dei sentimenti che non possono esserci confusioni e sovrapposizioni.

Il papà che fa l’amicone

Per vostro figlio siete un fratello maggiore, più che un padre, un eterno bambino che non ha mai smesso di giocare. Cercate in tutti i modi di ottenere il consenso del ragazzo, anche a costo di contestare le regole imposte da vostra moglie. Da tempo avete rinunciato a trasmettergli una qualsiasi disciplina: gli perdonate tutto pur di non contraddirlo.

Nonostante siano molto apprezzati dai figli, quando sono ancora molto piccoli, i padri come voi vengono giudicati con disprezzo e sfiducia dagli adolescenti, perché non riescono a imporsi come valido modello di riferimento.
Il rischio è che i ragazzi finiscano per appoggiarsi esclusivamente alla madre, unica figura in grado di ascoltarli e, se necessario, rimproverarli. Ma in questo modo viene compromessa la loro formazione: i bambini preferiscono una , se impartita a ragione, a una distratta pacca sulle spalle.

Come comportarsi per correggere le cose? Cercate di collaborare con vostra moglie nel far rispettare regole e disciplina, evitando però l’eccesso opposto di trasformare la casa in una caserma. Se l’essere un padre amicone è il risultato dell’educazione troppo rigida che avete ricevuto da piccolo, sappiate che il non imporre regole è deleterio quanto far crescere i figli in un clima di terrore.

Tag:
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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