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Il tumore al polmone

L’apparato respiratorio è l’apparato che più di ogni altro viene a contatto con l’ambiente esterno in cui sono presenti le sostanze nocive che possono determinare una crescita incontrollata di cellule polmonari dando origine a neoplasie o tumori polmonari.
Il più importante fattore di rischio è rappresentato dal fumo di sigaretta: esiste infatti un chiaro rapporto dose-effetto, anche per il fumo passivo, tra questa abitudine e lo sviluppo di tumori al polmone.
In Italia si stimano, ogni anno, oltre 250 mila nuovi casi di tumore. Il tumore del polmone si manifesta spesso quando la malattia risulta in fase avanza (killer silente) esordendo con sintomi che possono essere comuni ad altre malattie respiratorie, specie se il soggetto è un forte fumatore: tosse insistente che non si modifica nell’arco della giornata, la presenza di sangue nell’espettorato, variazione improvvisa e persistente del timbro della voce, inappetenza e perdita di peso, febbricola specie alla sera, dolore al torace di tipo sordo che si accentua con gli atti del respiro.
La diagnosi si avvale di strumentazioni come la tomografia computerizzata (TC), la tomografia ad emissione di positroni (PET), la scintigrafia, che consentono di valutare la presenza di lesioni sospette, ma solo dall’analisi cellulare (cito-istologica) di tali lesioni è possibile fare la diagnosi di tumore al polmone.
Solo dopo l’individuazione del tipo istologico di neoplasia e della sua estensione è possibile avviare un programma terapeutico che preveda l’utilizzo della chirurgia radicale nei casi di tumore polmonare isolato e confinato, cicli di radio e chemioterapia nei casi di malattia in fase avanzata. A tutt’oggi, la scarsa sopravvivenza attuale del tumore del polmone è legata principalmente ad una diagnosi tardiva.
La ricerca scientifica sta approfondendo lo sviluppo di metodiche sempre più sofisticate che consentano una diagnosi precoce attraverso metodologie poco invasive (analisi dell’aria espirata) così come sono in studio farmaci in grado di agire selettivamente sulle cellule neoplastiche riducendo al minimo gli effetti sulle cellule sane.
In attesa della possibilità di impiego di tali strumenti su larga scala gli unici programmi in grado di incidere significativamente sullo sviluppo di tali tumori risultano le campagne di sensibilizzazione della popolazione, mirati alla prevenzione primaria (stop al fumo, innanzi tutto).

(fonte: prof. Giuseppe Girbino, Direttore Dipartimento Integrato di Scienze Cardiovascolari e Toraciche Ospedale Policlinico "G. Martino", Messina; Professore Ordinario di Malattie Respiratorie, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Messina; Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell´Apparato Respiratorio dell’Università di Messina; Responsabile Sezione Malattie Respiratorie del Dipartimento Clinico Sperimentale di Medicina e Farmacologia – Anno del respiro 2009)

Redazione Staibene

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