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VIDEO – Immigrazione? Ecco i rischi per la salute

Il 90% degli immigrati regolari che vive in Italia, diventa un po’ italiano nel cibo, nello stile di vita e nelle malattie. Ecco quali. L’elenco delle malattie più contagiose portate dai clandestini.

Sembra strano dirlo ma il 90% degli immigrati  regolari dopo un po’ che vive  in Italia, diventa un po’ italiano nel cibo, nello stile di vita e… anche nelle malattie del benessere come il diabete, l’ipertensione ed il colesterolo alto.
Che fare allora? La risposta è una sola: diagnosi precoce e prevenzione, anche se per gli immigrati  le barriere della lingua, del cibo e della religione a volte complicano le cose.
La prima malattia italiana che l’immigrato contrae è il diabete. Deriva dall’eccesso di zuccheri presente nel pane e nella pasta che, se non equilibrati con la dieta mediterranea e attività fisica, possono creare problemi. Colpisce soprattutto i giovani under 44 che nel 60 % dei casi non sanno nemmeno di averlo, con gravi conseguenze anche nel dialogo con il medico.
In questo caso, la diagnosi precoce è fondamentale. Apparecchiature come quelle messe a disposizione dall’azienda Medikron, per il controllo della glicemia consentono il controllo anche a casa, senza essere esperti.
Analogamente per la pressione alta ed il colesterolo alto: sono patologie del benessere, tipiche di un’alimentazione ricca di grassi, alla quale l’immigrato non è abituato. Anche in questo caso le apparecchiature elettromedicali  consentono a chiunque senza particolare competenza di  monitorare i valori e prevenire guai maggiori.
La prospettiva cambia nel caso di immigrati clandestini che su 5 milioni e mezzo di stranieri sono circa 750 mila. Il direttore dell’OMS medicina del turismo Walter Pasini ha lanciato l’allarme sui rischi per 5 gruppi di malattie molto contagiose: meningite, epatite A, tifo, tubercolosi, e malattie sessuali che colpiscono gli immigrati due volte più degli italiani.
Il rischio lo corrono tutti i cittadini ma soprattutto le forze dell’ordine e le organizzazioni sanitarie ed umanitarie che costituiscono  il punto di  impatto con l’immigrato. In questo caso la collaborazione tra le aziende sanitarie come Medikron e gli operatori sanitari e la Polizia, per un piano di prevenzione attiva, può costituire una prima risposta per la tutela della salute degli operatori e, grazie a loro, di tutti noi.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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